Foto col cadavere al cimitero di Uggiano La Chiesa vicino Lecce, operaio denunciato dal sindaco

È accusato di vilipendio l’operaio che si è scattato una foto con un cadavere riesumato nel cimitero di Uggiano La Chiesa

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Mentre gli addetti alla sepoltura stavano eseguendo un’estumulazione, un operaio della zona ha chiesto il permesso di scattarsi una foto con il cadavere appena riesumato. Il macabro selfie è stato pubblicato online e ben presto diventato virale. È successo a Uggiano La Chiesa, piccolo comune in provincia di Lecce. Il sindaco ha denunciato il protagonista dello scatto per vilipendio.

La foto al cimitero

Protagonista della macabra vicenda è un uomo di 57 anni, operaio di una ditta esterna ben noto nel paese, che conta poco più di 4mila abitanti.

L’individuo non è affetto da alcun disturbo psichico conclamato e conta qualche piccolo guaio giudiziario in passato.

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Il caso a Uggiano La Chiesa, in Puglia

Dopo aver visto gli addetti alla sepoltura vicino al cadavere, ha chiesto a qualcuno di scattargli una foto con la salma.

Lo scatto lo mostra mentre finge di abbracciare il defunto, non ancora in stato di decomposizione avanzata, e accenna un sorriso divertito.

Lo scatto ha iniziato a girare sulle chat di colleghi e amici e ben presto è stato pubblicato sui social, divenendo virale.

La denuncia del sindaco di Uggiano La Chiesa

Quando il sindaco del comune salentino, Stefano Andrea De Paola, vede la foto, scatta immediata la denuncia.

“Sono stato io stesso a denunciare – ha raccontato al Corriere Salentino – per rispetto verso la mia comunità”.

Comunità che, sottolinea il primo cittadino, “ha preso le distanze da un simile gesto” e sperato inizialmente che “rimanesse circoscritto”.

Il selfie è stato acquisito dai carabinieri che hanno prontamente identificato l’operaio con l’accusa di vilipendio di cadavere.

Il capo di imputazione ritiene che la foto e la posa della salma esposta “in maniera indegna” offenda “il decoro e il rispetto dovuto ai resti mortali”.

L’accusa di vilipendio di cadavere

L’operaio ha scelto di opporsi al decreto penale di condanna, rifiutando di presentarsi di fronte agli inquirenti, e andare a processo.

Pare sia certo di poter dimostrare l’ingenuità con cui è stata scattata la foto e la mancanza di volontà di oltraggiare la memoria del defunto.

Il reato di vilipendio di cadavere, previsto dal Codice Penale, è punito con una pena che può arrivare fino a 3 anni di reclusione.

La sentenza del giudice del tribunale di Lecce è attesa per il prossimo 5 febbraio.

foto-cadavere iStock