Francesca Brambilla denuncia l'ex compagno, ex Bona di Avanti un altro fa scattare codice rosso per violenze
Francesca Brambilla, volto noto di Avanti un altro, ha denunciato l’ex compagno per violenze psicologiche e minacce: attivato il codice rosso
La showgirl Francesca Brambilla, ex Bona di Avanti un altro, ha denunciato l’ex compagno per violenze psicologiche e minacce. Dopo un grave episodio avvenuto il 6 gennaio è scattato il codice rosso. La donna ha raccontato anni di controllo e umiliazioni e lancia un appello alle donne: denunciare per proteggere sé stesse e i figli.
- La denuncia di Francesca Brambilla, ex Bona di Avanti un altro
- Il racconto delle violenze
- La tutela legale e l’appello alle donne
La denuncia di Francesca Brambilla, ex Bona di Avanti un altro
Francesca Brambilla, 33 anni, modella, deejay e influencer, ha denunciato l’ex compagno per violenze psicologiche e verbali. La denuncia ha fatto scattare il codice rosso, la procedura prevista nei casi di violenza domestica.
Brambilla, nota al grande pubblico come ex Bona Sorte del programma Avanti un altro, ha raccontato la propria vicenda in un’intervista al Corriere della Sera e attraverso un messaggio pubblicato sui social: “Ho sempre ascoltato ai telegiornali le storie di tante donne vittime di violenze, ma mai avrei pensato che potesse succedere a me. Eppure è accaduto”, ha spiegato.
Instagram francescabrambillafrancesca brambilla avanti un altro
La relazione, durata circa tre anni, sarebbe stata segnata fin dall’inizio da dinamiche di controllo, gelosia ossessiva e continue svalutazioni personali. Secondo il racconto, la violenza non sarebbe mai stata fisica, ma costante sul piano psicologico.
Il racconto delle violenze
“Mirava a distruggermi, ad annientarmi”, ha dichiarato Brambilla, riferendo frasi che l’ex compagno le avrebbe ripetuto nel tempo: “Senza di me non sei nulla, non vai da nessuna parte, fai schifo, sei una pessima madre”. Le pressioni e le umiliazioni sarebbero iniziate quasi subito dopo l’inizio della relazione.
Brambilla ha parlato di controllo del telefono, isolamento dalle amicizie e ostacoli sul lavoro. Una situazione che, ha raccontato, non si è interrotta nemmeno durante le gravidanze: “Mentre ero incinta ho vissuto un periodo terribile: spariva per settimane e io dovevo essere sempre a sua disposizione”.
L’episodio che ha portato alla denuncia risale alla notte del 6 gennaio. L’uomo avrebbe sottratto il passaporto di una delle figlie, insinuando il sospetto di una possibile fuga.
Nonostante l’invito a non tornare, sarebbe rientrato minacciandola e forzando una finestra dell’abitazione, alla presenza della figlia maggiore, spaventata e in lacrime. “Ho chiamato i carabinieri e grazie al loro intervento sono riuscita a mandarlo via di casa”, ha raccontato. Il giorno successivo la decisione di denunciare per tutelare sé stessa e le bambine.
La tutela legale e l’appello alle donne
Dopo la denuncia è scattato il codice rosso. I carabinieri hanno proposto anche il trasferimento in una struttura protetta, opzione che Brambilla ha scelto di non percorrere per non stravolgere la routine delle figlie. “Non puoi nasconderti per sempre”, ha spiegato.
Attraverso il suo legale, l’avvocata Raffaella Pini, Brambilla intende ora tutelare le bambine anche in sede civile. “Le mie figlie sono ciò che di più prezioso ho nella vita”, ha ribadito.
Il racconto si chiude con un messaggio diretto a chi vive situazioni simili: “Le troppe storie finite in femminicidio devono insegnarci a dire basta e a denunciare. Per sopravvivere”.
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