Francesco Saverio Garofani accusa La Verità dopo l'attacco al Quirinale, "usato per colpire Mattarella"
Francesco Saverio Garofani, consigliere del Quirinale, ha detto di essere amareggiato e di "essere stato utilizzato" per attaccare il Presidente
Francesco Saverio Garofani, ha replicato all’articolo de La Verità intitolato “L’attacco del Quirinale per fermare la Meloni”. Il consigliere ha detto di essere “amareggiato” e di sentire di “essere stato utilizzato” per colpire il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Anche il giurista Cesare Mirabelli è intervenuto sulla vicenda assicurando che il Capo dello Stato ha rispettato le “prerogative delle sue funzioni”.
- La replica di Francesco Saverio Garofani a La Verità
- Garofani: "Mai fuori posto"
- L'accusa di Belpietro e chi è Garofani
- La reazione del giurista Cesare Mirabelli
La replica di Francesco Saverio Garofani a La Verità
Raggiunto da Il Corriere della Sera, Garofani, consigliere di Sergio Mattarella e segretario del Consiglio Supremo di Difesa, ha espresso molto rammarico per la vicenda.
“Sono molto amareggiato, per me e per i miei familiari. Ma quel che soprattutto fa male – ha detto – è l’impressione di essere stato utilizzato per attaccare il presidente”.
IPA
Il consigliere del Quirinale Saverio Francesco Garofani
L’ex dem ha aggiunto che è stato rassicurato da Mattarella. “È stato affettuosissimo, mi ha detto: stai sereno, non te la prendere”, ha spiegato Garofani aggiungendo di essere convinto di “aver dimostrato con i fatti l’assoluto rispetto per le istituzioni, in tutti i ruoli che ho ricoperto”.
Garofani: “Mai fuori posto”
Riguardo a quanto riportato su La Verità e alle accuse di Belpietro di voler fermare la salita di Giorgia Meloni al Colle, il consigliere del Quirinale ha sottolineato come si trattasse di “una chiacchierata in libertà tra amici”.
Garofani è inoltre certo di “non aver mai fatto dichiarazioni fuori posto, mai esibizioni di protagonismo” e ha aggiunto di aver “letto e riletto Belpietro, senza capire in cosa consisterebbe il complotto”.
“Da quando il presidente mi ha fatto l’onore di chiamarmi a collaborare con lui, sono stato sempre convintamente al suo servizio, al servizio dell’istituzione”, ha chiarito.
L’accusa di Belpietro e chi è Garofani
Il 18 novembre, in un editoriale di Maurizio Belpietro, direttore de La Verità, si legge che “per impedire al centrodestra di rivincere nel 2027 ed eleggere il presidente della Repubblica, al Colle lavorerebbero a un’ammucchiata ulivista“.
Secondo il giornalista, Francesco Saverio Garofani avrebbe invocato “la provvidenza”. “Un anno e mezzo di tempo forse non basta per trovare qualcuno che batta il centrodestra: ci vorrebbe un provvidenziale scossone”, sarebbe la frase incriminata del consigliere di Mattarella. Poi Belpietro ha insinuato che in che cosa consista lo scossone non è noto, ma lo si possa immaginare.
Per Belpietro, potrebbe essere la bocciatura del Referendum sulla Riforma della Giustizia, o i “bastoni tra le ruote” di “Corte dei Conti e altri giudici”, o anche una “bella crisi finanziaria come ai tempi di Berlusconi, con lo spread alle stelle”.
L’articolo è stato rilanciato da Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, che ha chiesto alla Presidenza della Repubblica una smentita. Ma il Quirinale ha replicato con: “ennesimo attacco sconfinato nel ridicolo”.
La reazione del giurista Cesare Mirabelli
Il Capo dello Stato, Sergio Mattarella, “ha sempre rispettato le prerogative della sua funzione. È arbitrario ipotizzare il contrario” ha affermato Cesare Mirabelli, giurista ed ex presidente della Corte costituzionale, in una intervista a La Repubblica riguardo alla vicenda de La Verità.
Mirabelli giudica “fuori dal recinto costituzionale” le parole del capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami e valuta l’episodio come “un’effervescenza politica che non ha ragion d’essere. Mi sembra inappropriato o addirittura arbitrario ipotizzare che il presidente della Repubblica voglia o possa interferire nelle scelte delle forze politiche. Il capo dello Stato è il garante della Costituzione e non interviene in ambiti che riguardano l’autonomia dell’azione politica, delle forze politiche e del Parlamento”.
“Non credo – analizza ancora – sia mai successa un’azione di questo tipo. Con una visione retrospettiva, possiamo dire che alcuni governi hanno sostenuto che ci siano state delle presidenze più interventiste. Riferendosi ad alcune presidenze che hanno manifestato una maggiore azione di intervento anche se sempre nell’ambito delle prerogative del Capo dello Stato”.
ANSA