Galeazzo Bignami e FdI fanno infuriare il Quirinale e Mattarella, "ennesimo attacco sconfinato nel ridicolo"
Il Quirinale risponde duramente a Galeazzo Bignami e FdI dopo il rilancio dell'editoriale di Maurizio Belpietro con le accuse al Colle su un presunto piano anti-Meloni
Martedì 18 novembre un editoriale scritto da Maurizio Belpietro su La Verità ha preso di mira il Quirinale e Sergio Mattarella, che starebbero studiando un presunto piano per fermare l’ascesa di Giorgia Meloni e la possibile conferma del centrodestra alle prossime elezioni politiche. Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, ha rilanciato l’articolo chiedendo alla Presidenza della Repubblica una smentita. Nei suoi confronti, però, è arrivata una nota secca in cui si parla di “ennesimo attacco sconfinato nel ridicolo“.
- L'editoriale di Belpietro sul Quirinale e Mattarella
- Le accuse di Galeazzo Bignami
- L'attacco dell'opposizione
- La replica velenosa del Quirinale a Bignami
- La precisazione di Bignami
- Belpietro torna su Garofani: "Confermo tutto"
- Chi è Galeazzo Bignami
L’editoriale di Belpietro sul Quirinale e Mattarella
Martedì 18 novembre, Maurizio Belpietro – direttore de La Verità – ha firmato un editoriale dal titolo Il piano del Quirinale per fermare la Meloni.
Il giornalista ha scritto che “per impedire al centrodestra di rivincere nel 2027 ed eleggere il presidente della Repubblica, al Colle lavorerebbero a un’ammucchiata ulivista”.
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Di fatto, Belpietro – citando una “fonte più che autorevole” – ha ricordato il presunto piano svelato mesi fa al Corriere della Sera dal cardinale Camillo Ruini riguardante la volontà dell’allora capo di Stato, Oscar Luigi Scalfaro, di far cadere il Governo Berlusconi nel 1994.
Il direttore ha poi proseguito elencando un altro “sgambetto del Colle a Berlusconi”, come quello del 2011, con “la manovra a tenaglia di Giorgio Napolitano con Francia e Germania, oltre che con l’appoggio della Bce”, che “costrinse nuovamente il Cavaliere alle dimissioni”, venendo poi sostituito da Mario Monti.
Belpietro ha quindi aggiunto l’Esecutivo Draghi alla lista, “invece di sciogliere il Parlamento è stato nominato il banchiere”.
Al Colle c’era già Sergio Mattarella, e il giornalista ha rimesso nel mirino il presidente della Repubblica scrivendo questo:
“I consiglieri di Sergio Mattarella si agitano nella speranza di fare lo sgambetto a Giorgia Meloni e impedirle di candidarsi nel 2027 per il prossimo. (…) Obiettivo, impedire non solo una vittoria di Giorgia Meloni, ma che una maggioranza non di sinistra nella prossima legislatura possa decidere il sostituto di Sergio Mattarella“.
Poi, i nomi e i cognomi. Secondo Belpietro, “il consigliere di Mattarella, Francesco Saverio Garofani, tre legislature come parlamentare del Pd, invoca la provvidenza: ‘Un anno e mezzo di tempo forse non basta per trovare qualcuno che batta il centrodestra: ci vorebbe un provvidenziale scossone’. In che cosa consista lo scossone non è noto, ma lo si puà immaginare”.
Per Belpietro, potrebbe essere la bocciatura del Referendum sulla Riforma della Giustizia, o i “bastoni tra le ruote” di “Corte dei Conti e altri giudici“, senza escludere una “bella crisi finanziaria come ai tempi di Berlusconi, con lo spread alle stelle“.
Le accuse di Galeazzo Bignami
Galeazzo Bignami, capogruppo di FdI alla Camera, ha rilanciato l’editoriale di Belpietro, sottolineando di confidare “che queste ricostruzioni siano smentite senza indugio in ossequio al rispetto che si deve per l’importante ruolo ricoperto dovendone diversamente dedurne la fondatezza”, la dichiarazione ripresa da ANSA.
L’attacco dell’opposizione
Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) alla Camera, ha scritto in una nota che “crediamo che il Quirinale debba rimanere fuori dalla disputa politica mentre qui sembra davvero che alcuni esponenti di Fratelli d’Italia facciano di tutto per portare il Colle su terreni che non lo riguardano, magari inseguendo la stampa di area”.
Dopodiché ha suggerito “cautela e rispetto verso l’alta Istituzione e il ruolo sempre inappuntabile del presidente Mattarella in ogni momento attento più che mai alle garanzie e agli equilibri costituzionali “.
Sulla stessa scia il Pd, nella nota firmata dai capigruppo di Camera e Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia: “Inaccettabili le parole del capogruppo Bignami e intollerabile la replica al Quirinale di Belpietro: una bufala ripetuta più volte non diventa una notizia e nascondersi dietro la libertà di stampa è uno stratagemma che non salva il direttore dall’aver inventato una ricostruzione ridicola e fantasiosa. Chiediamo alla Premier Meloni, visto che è direttamente coinvolta e visto che viene attaccata la più alta e più cara istituzione del paese, di prendere le distanze da affermazioni false che rischiano un conflitto senza precedenti tra vertici dello Stato”.
Critiche anche da Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato: “La propaganda della destra non conosce confini”, ha scritto su Facebook.
La replica velenosa del Quirinale a Bignami
Ma la nota più dura di tutte è quella secca del Quirinale, che ha risposto così a Bignami, senza nominare né lui né il suo partito:
“Al Quirinale si registra stupore per la dichiarazione del capogruppo alla Camera del partito di maggioranza relativa che sembra dar credito a un ennesimo attacco alla Presidenza della Repubblica costruito sconfinando nel ridicolo”.
La precisazione di Bignami
Dopo la replica stizzita del Quirinale, Bignami ha diffuso una precisazione:
“Nessuno ha chiesto una smentita del Quirinale, né mi sarei potuto permettere. Il comunicato è abbastanza chiaro. La domanda rimane, ovviamente rivolta al consigliere. Figuriamoci se chiedevo un intervento del Colle… La richiesta di smentita era formulata a Garofani, come mi pare chiaro dal comunicato. Mi aspettavo e continuo ad aspettarmi che la smentita la faccia colui al quale quelle frasi vengono attribuite”.
Prendendo la parola alla Camera, ha aggiunto: “Auspico che questo intervento abbia chiarito che è del tutto superflua la richiesta di intervento alla presidente del Consiglio. Aspettiamo ancora la smentita” del virgolettato riportato da La Verità e attribuito al consigliere Garofani.
Belpietro torna su Garofani: “Confermo tutto”
Citato da ANSA, Maurizio Belpietro nel frattempo ha confermato “parola per parola quanto pubblicato oggi da La Verità. Di ridicolo in questa vicenda c’è solo il maldestro tentativo di mettere il silenziatore a dichiarazioni inquietanti rilasciate da un consigliere del presidente della Repubblica”.
Chi è Galeazzo Bignami
Galeazzo Bignami è nato il 25 ottobre 1975 a Bologna.
Deputato di FdI, è capogruppo del partito alla Camera dal dicembre 2024, dopo la nomina di Tommaso Foti a ministro per gli Affari europei, il Sud, le politiche di coesione e per il PNRR, che a sua volta aveva sostituito Raffaele Fitto, diventato nel frattempo vicepresidente esecutivo della Commissione europea.
Laureato in Giurisprudenza, è figlio d’arte: suo padre, Marcello, è stato uno storico esponente della destra bolognese, prima nel Movimento sociale italiano (Msi) e poi in Alleanza Nazionale (An).
A 14 anni era entrato nel Fronte della gioventù, a 17 è diventato segretario del Fuan dell’Emilia-Romagna.
Eletto consigliere comunale con An, nel 2009 aveva aderito al Popolo della Libertà.
Dopo lo scioglimento era passato a Forza Italia, venendo eletto consigliere alle elezioni regionali in Emilia-Romagna del 2014.
Nel 2018, sempre col partito di Silvio Berlusconi, era stato eletto alla Camera: nel 2019 l’addio per passare a FdI.
Nel 2022, con la vittoria del centrodestra alle Politiche, era stato nominato viceministro alle Infrastrutture.
In quell’occasione era finito al centro delle polemiche per una foto in cui era ritratto con la camicia nera e una svastica al braccio, portata da Fedez al Festival di Sanremo 2023.
Si trattava di uno scatto del 2005 in occasione di un addio al celibato: “Fu una caz****, mi sono scusato più volte”, disse in un’intervista a Repubblica.
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