Garlasco, annullato il terzo sequestro all'ex pm Mario Venditti: cosa cambia nell'inchiesta sulla corruzione
Annullato il terzo sequestro dei dispositivi elettronici di Mario Venditti, ex pm di Pavia indagato per corruzione. Accolto il ricorso del legale
Nuova svolta nelle indagini per corruzione, correlate al delitto di Garlasco. Ancora una volta è stato annullato il sequestro dei dispositivi elettronici di proprietà di Mario Venditti, ex pm di Pavia che all’epoca dei fatti, nel 2017, aveva archiviato la posizione di Andrea Sempio, già indagato per concorso in omicidio, dopo la morte di Chiara Poggi. L’indagine riguarda un presunto tentativo di corruzione in atti giudiziari. Un cambiamento significativo nell’inchiesta perché pc, tablet e cellulari erano rimasti, ancora, nelle mani dei pm e della Guardia di Finanza per effettuare la copia forense dei dati.
- I precedenti
- Perché è stato annullato il sequestro dei dispositivi elettronici di Mario Venditti
- Lo scontro tra la Procura e Mario Venditti
I precedenti
La notizia è stata riportata dall’Ansa che ricorda i precedenti annullamenti ottenuti dal legale di Mario Venditti, Domenico Aiello.
Il 17 ottobre, dopo perquisizioni e sequestri avvenuti il 26 settembre, era stato disposto il primo annullamento dal Tribunale del Riesame di Brescia.
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Il secondo annullamento era avvenuto il 24 ottobre in merito all’indagine sul cosiddetto “sistema Pavia”.
In quel caso, il decreto venne annullato anche relativamente alla possibilità di accedere ai dispositivi di Giuseppe Spoto e Silvio Sapone, ex carabinieri di Pavia.
I giudici ordinarono la restituzione di tutti i beni sequestrati ai tre indagati unitamente “ai dati eventualmente già estrapolati”.
Anche in quel caso i dispositivi sarebbero rimasti nelle mani dei pm e Guardia di Finanza per la copia forense, mentre la difesa di Mario Venditti avrebbe chiesto di procedere solo in caso di incidente probatorio.
Perché è stato annullato il sequestro dei dispositivi elettronici di Mario Venditti
Sempre secondo quanto scrive l’Ansa, il legale Domenico Aiello avrebbe sottolineato nel ricorso accolto il 24 ottobre che mancavano indizi di colpevolezza tali da poter procedere con il sequestro di pc, tablet e telefoni.
Inoltre, avrebbe rimarcato che la Procura non avrebbe indicato parole chiave ben precise per analizzare i dispositivi elettronici del suo assistito.
Il nodo è che la Procura avrebbe voluto accedere ai dati in un arco temporale molto ampio, dal 2014, cercando prove a tappeto.
Lo scontro tra la Procura e Mario Venditti
Domenico Aiello, legale di Mario Venditti, aveva commentato l’udienza al Riesame attaccando la Procura di Brescia.
Come riporta Il Giorno ha dichiarato “abbiamo solo preso atto di un atteggiamento farisaico dei pubblici ministeri che oggi non sono comparsi in aula pur avendo già da ieri avuto contezza della inconsistenza della notizia criminis”.
Lo stesso legale di Mario Venditti aveva ipotizzato la possibilità di una denuncia nei confronti della Procura.
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