Garlasco, clamorosa lettera di Savu dal carcere su Stasi e le minacce: "Felice della cattura, sarei già morto"
Ennesimo colpo di scena nel caso Garlasco: Savu ha scritto una lettera dal carcere con la quale invita a scarcerare Stasi. Le precisazioni del suo avvocato
Flavius Alexa Savu, cittadino romeno di 43 anni oggi detenuto nel carcere di Pavia, ha scritto una lettera al quotidiano Il Giorno in cui afferma di essere stato minacciato di morte per questioni legate al santuario della Bozzola di Garlasco e di sentirsi “fortunato” ad essere stato arrestato perché il carcere gli avrebbe “salvato la vita”. L’uomo sostiene inoltre che Alberto Stasi dovrebbe essere scarcerato, perché secondo lui non è il colpevole dell’omicidio di Chiara Poggi.
- Garlasco, la lettera di Savu
- Chiara Poggi e il santuario della Bozzola
- Parla l'avvocato di Flavius Alexa Savu
Garlasco, la lettera di Savu
“Attualmente come è ben noto mi trovo nel carcere di Pavia per espiare la mia condanna relativa ai fatti accaduti nel santuario della Bozzola“, ha scritto Savu a mano in un foglio a quadretti.
“Dico anche che sono stato obbligato a lasciare l’Italia mio malgrado perché ho subito una minaccia di morte relativamente ai fatti accaduti al santuario. In questo momento non voglio aggiungere altro ma penso che sia giunto il momento di scarcerare Alberto Stasi. Aggiungo anche che mi sento fortunato per la cattura altrimenti sarei oggi già morto”, ha aggiunto. Savu è stato estradato il mese scorso dalla Svizzera.
ANSA
Chiara Poggi
L’uomo nel 2018 era stato condannato a poco più di quattro anni per una estorsione a luci rosse a don Gregorio Vitali, all’epoca rettore del santuario della Madonna della Bozzola di Garlasco. Un connazionale aveva ricevuto una condanna meno grave.
Chiara Poggi e il santuario della Bozzola
Dalla latitanza, Savu aveva dichiarato in un’intervista televisiva che Chiara Poggi aveva appreso di “un grosso giro di scandali sessuali nel santuario”. Savu aveva quindi ipotizzato un collegamento fra l’omicidio Poggi e la scoperta.
Parla l’avvocato di Flavius Alexa Savu
In collegamento con Storia Italiane, condotto su Rai 1 da Eleonora Daniele, il legale di Savu ha aggiunto alcuni elementi.
L’avvocato Roberto Grittini, ha confermato che il suo assistito ha sempre avuto paura per sé e per la famiglia e che Savu si ritiene a conoscenza di segreti legati al santuario. L’avvocato ha inoltre chiarito di non potere rivelare nulla per ragioni di segreto professionale e chiede che sia la Procura di Pavia a valutare la credibilità delle parole del suo assistito.
“È evidente che lui abbia un suo pensiero, ma anche elementi che, a suo giudizio, potrebbero portare alla chiave di lettura dell’omicidio. In questo momento non posso raccontarli, ma è chiaro che ci siano aspetti che meriterebbero approfondimento”, ha detto l’avvocato.
Un punto fondamentale riguarda il perché Savu abbia deciso di raccontare la sua verità: la condanna, ha spiegato l’avvocato Grittini, è passata in giudicato e dunque il 43enne non cerca alcuno sconto di pena. Il legale rifiuta con decisione ogni insinuazione su eventuali “scambi” o vantaggi personali per il suo assistito.
IPA