Garlasco, cosa rivela l'autopsia su Chiara Poggi sul colpo mortale e l'arma del delitto

Caso Garlasco, l’autopsia su Chiara Poggi rivela ferite attribuibili a più armi del delitto: cosa si sa sul colpo mortale e sull’intervento di più assassini

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A Lo stato delle cose, Massimo Giletti è tornato a parlare del caso Garlasco, commentando l’autopsia su Chiara Poggi con il professor Fineschi. L’autopsia non lascia dubbi sul colpo mortale, inferto a livello della regione parieto-occipitale sinistra. Tuttavia, non è possibile escludere l’utilizzo di più armi del delitto da parte di più assassini.

Cosa rivela l’autopsia su Chiara Poggi: il colpo mortale

Si è parlato nuovamente del delitto di Garlasco a Lo stato delle cose, nella puntata del 17 novembre. Massimo Giletti ha ospitato in trasmissione il professor Vittorio Fineschi, Ordinario di Medicina Legale presso l’Università La Sapienza di Roma, con cui ha commentato i risultati dell’autopsia su Chiara Poggi.

Fineschi si è soffermato sul colpo mortale, cioè quello che “colpisce la regione parieto-occipitale sinistra”.

Garlasco autopsia Chiara PoggiANSA

La villetta dei Poggi a Garlasco

Si tratta di una lesione “mortale perché, oltre ad essere una ampia ferita di oltre 4 cm, ha una caratteristica”, ha notato il professor Fineschi. “I margini della ferita sono molto divaricati e si intravede che, al di sotto, il cranio è fratturato”.

Ma l’autopsia ha rivelato anche altre lesioni, quelle nella regione del sopracciglio e dell’occhio sinistro, che non sembrano derivare né da un martello, né da una mazza.

I tagli e la lesione ovalare

Nell’autopsia su Chiara Poggi, queste ferite “vengono descritte delle codette, piccole linee di uscita attribuibili ad un’arma da taglio”.

Oltre ai tagli netti sulle palpebre e sulla regione mascellare, poi, è stata evidenziata una lesione sopra l’orecchio sinistro.

“È una lesione ovalare, di diametro piccolo, ed è penetrante”, ha fatto notare il medico legale a Giletti. “Non può essere un battente. È una lesione ovalare, che va in profondità”.

Per tutte queste ragioni, secondo il professor Fineschi, non è possibile escludere che, nel delitto di Garlasco, siano stati coinvolti più assassini, che peraltro hanno utilizzato “più mezzi lesivi”.

Garlasco, il mistero sull’arma del delitto

Com’è noto, l’arma del delitto di Garlasco non è stata ancora ritrovata. L’autopsia su Chiara Poggi parla di ferite inferte con armi “battenti, taglienti e penetrative”.

Nel corso degli anni, le ipotesi sul tipo di arma sono state moltissime: si pensava inizialmente ad un bastone, ad un martello o a una mazzetta da muratore.

L’attenzione si è poi concentrata sul portavasi di ferro battuto che si trovava ai piedi della scala di casa Poggi.

Non è stato poi escluso il possibile utilizzo di forbici da sarto o di un attizzatoio da camino. La lesione sulla coscia della vittima, comunque, sembra provocata da calpestamento con il tacco o la punta di una scarpa.

L’opinione del professor Fortuni

Anche il professor Giuseppe Fortuni, intervistato da Federica Panicucci a Mattino Cinque il 19 novembre, sembra condividere l’ipotesi che, nell’omicidio di Garlasco, siano intervenuti più soggetti con più armi del delitto.

“Quando una persona aggredisce utilizza in modo reiterato lo stesso mezzo nello stesso modo”, nota Fortuni. Questo apre la possibilità che sul corpo di Chiara Poggi abbiano infierito più assassini.

chiara-poggi ANSA