Garlasco, De Rensis contro Roberta Bruzzone dopo le parole su Alberto Stasi: "Questo è inaccettabile"
Scontro in diretta tra Roberta Bruzzone e Antonio De Rensis sul ruolo di Alberto Stasi nel delitto di Garlasco: cos'è successo
“Questo è inaccettabile”, sono parole che l’avvocato Antonio De Rensis rivolge a Roberta Bruzzone dopo una sua affermazione su Alberto Stasi. Il nuovo scontro tra il legale del condannato e la criminologa ha avuto luogo mentre entrambi dibattevano nello studio di Ore 14 Sera sul delitto di Garlasco. Secondo Bruzzone Stasi avrebbe appreso della posizione precisa del corpo di Chiara durante il sopralluogo mentre ascoltava gli inquirenti commentare la scena del crimine, circostanza negata dall’avvocato De Rensis: “Non ha interloquito con un fico secco”.
- La posizione del cadavere di Chiara Poggi
- L'ipotesi di Roberta Bruzzone
- La replica di Antonio De Rensis
La posizione del cadavere di Chiara Poggi
Le posizioni di Roberta Bruzzone e Antonio De Rensis sono chiare: la criminologa colloca Alberto Stasi sulla scena del crimine e condivide la sentenza che lo ha condannato all’ergastolo; il legale di Stasi, ovviamente, sostiene l’innocenza del suo assistito.
Su questo aspetto durante la puntata di Ore 14 Sera di giovedì 6 novembre è andato in scena un momento di tensione tra i due professionisti.
ANSA
Per capire quale fosse l’argomento dobbiamo ricordare alcuni dettagli dell’omicidio di Chiara Poggi: l’assassino, dopo averla colpita per l’ultima volta, l’ha lasciata scivolare lungo le scale del disimpegno che collega la zona giorno alla tavernetta della casa. Il cadavere è rimasto adagiato sul quarto scalino e in quel momento il killer avrebbe abbandonato la villetta.
Nel frattempo la salma ha continuato a scendere fino al nono scalino, superando una curva che lo ha nascosto dalla visuale di chiunque si fosse soffermato sulla porta di ingresso delle scale. Ai carabinieri Alberto Stasi ha raccontato di aver scorto il corpo di Chiara “in fondo alle scale“, e su questo aspetto è nato il dibattito tra Roberta Bruzzone e Antonio De Rensis.
L’ipotesi di Roberta Bruzzone
Fissato il dettaglio sull’impossibilità di scorgere il cadavere, ormai giunto al nono scalino, dall’imbocco della scala, Roberta Bruzzone – che, ripetiamo, sostiene la colpevolezza di Stasi – nel suo intervento a Ore 14 Sera ha premesso che l’assassino non può aver atteso che il corpo scendesse lungo gli scalini (con una tempistica di circa 5 minuti per gradino) per poi fuggire. Dunque l’assassino – fuggito immediatamente – non avrebbe potuto sapere che il corpo si sarebbe fermato al nono scalino, rendendosi impercettibile dall’imbocco del disimpegno.
Allora, come faceva Stasi a sapere che il corpo della allora fidanzata si trovava in fondo alle scale, come poi riferito ai carabinieri? Bruzzone, che sostiene che sia proprio lui l’assassino come stabilito dalla Cassazione, a Ore 14 Sera ha riferito che Alberto avrebbe appreso della posizione del corpo di Chiara Poggi mentre si trovava all’esterno della villetta insieme ai carabinieri, che in quel momento erano impegnati nel sopralluogo: “La gente chiacchiera“, ha detto, sostenendo che Stasi avrebbe udito i commenti degli inquirenti che in quel momento analizzavano la scena del crimine.
La replica di Antonio De Rensis
L’avvocato Antonio De Rensis ha ricordato che il suo assistito, quando ha rinvenuto il corpo di Chiara, avrebbe sceso “i primi due scalini” e che in quel momento, sporgendosi, avrebbe notato il corpo senza vita della 26enne.
Per replicare alla dottoressa Bruzzone, infine, ha ricordato quanto riferitogli dall’allora colonnello dei carabinieri Gennaro Cassese: “Io ho imposto a Stasi di non muoversi” e ha sottolineato che “Stasi non ha interloquito con un fico secco e poi è stato portato alla Stazione dei Carabinieri”.
“Ma le orecchie ce le ha”, ha replicato Roberta Bruzzone e De Rensis, con tono perentorio, ha chiosato: “Ora Stasi avrebbe sentito quelli che entravano e descrivevano Chiara? Questo è inaccettabile, non esiste in nessuna carta processuale“.
IPA