Garlasco, dubbi di De Stefano dopo la perizia di Albani sul dna di Sempio: "Se è la sola pistola fumante..."
La nuova perizia sul DNA sotto le unghie di Chiara Poggi rileva tracce compatibili con la linea paterna di Sempio, ma senza valore risolutivo certo
Sotto le unghie di Chiara Poggi sono state trovate delle tracce genetiche con un DNA compatibile con la linea paterna di Andrea Sempio. La perizia è stata affidata a Denise Albani, ma il risultato non è considerabile un dato scientifico attendibile per via della metodologia utilizzata da Francesco De Stefano. Resta dunque ancora valida l’ipotesi che portò all’archiviazione di Sempio: passaggio indiretto di materiale.
L’analisi della perita Albani
La perita della polizia scientifica Denise Albani ha firmato una terza perizia sul DNA presente sotto le unghie di Chiara Poggi. Nell’analisi si legge di una corrispondenza “da moderatamente forte a forte” su un dito della mano destra e una “moderata” su uno della mano sinistra.
La corrispondenza tra il DNA e Andrea Sempio c’è, ma non è risolutiva. Si tratta infatti di un risultato che presenta una serie di criticità, come l’impossibilità di stabilire con certezza un unico individuo, ma solo la familiarità della linea maschile.
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In ogni caso, la corrispondenza con il DNA Y di Sempio è stata rilevata, mentre viene esclusa quella di altri soggetti come il padre Giuseppe Poggi, Marco Panzarasa (amico di Alberto Stasi), Alessandro Biasibetti, Mattia Capra e Roberto Freddi (amici di Marco Poggi). Ma neanche con Alberto Stasi stesso, condannato a 16 anni per l’omicidio di Chiara Poggi.
La risposta dell’ex perito
Una cosa è certa: anche se l’analisi ha portato alla stessa conclusione di quella di Francesco De Stefano nel 2014, le modalità utilizzate “hanno condizionato le successive valutazioni”. La perita infatti critica alcune metodologie utilizzate dal precedente perito.
Il motivo sarebbe legato al fatto che quel tipo di analisi ha consumato tutti i margini ungueali della vittima. L’attuale perita ha quindi dovuto svolgere le analisi sulla carta e, proprio per questo, non è possibile considerare le tre sessioni di tipizzazione Y fatte da De Stefano come repliche, con il limite oggettivo di non possedere un risultato consolidato.
L’ex perito, raggiunto dai giornalisti, ci tiene a ricordare che nel 2014 Sempio non era indagato e quindi non c’era nessun DNA da comparare. E poi aggiunge: “Se è la sola pistola fumante…”, per intendere che il risultato non è una prova e non cambia nulla nella posizione di Sempio.
La famiglia Poggi è scettica
L’analisi conclusiva della perita non può spiegare l’origine delle tracce di DNA, che potrebbero essere dovute a un passaggio indiretto. Un esempio che viene fatto è un oggetto toccato da Sempio, non lavato e poi toccato da Chiara Poggi. Bisognerà quindi spiegare le tracce attraverso altri elementi investigativi.
Risulta comunque interessante, per gli inquirenti, la presenza del DNA di Sempio sulle mani della vittima, anche perché mancano tutte le altre corrispondenze con i familiari, che inevitabilmente, abitando la stessa casa, avrebbero dovuto contaminare qualsiasi altro oggetto.
Si dicono però scettici i legali dei Poggi. “La perizia nulla aggiunge, unico dato è il DNA di Stasi, il solo colpevole“, dicono Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna. Parlano del DNA nella spazzatura.
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