Garlasco, ex procuratore Venditti accusa i pm di Brescia ed è pronto a denunciare quello di Pavia: le accuse

Mario Venditti è pronto a denunciare i pm di Pavia e lancia un'accusa contro quelli di Brescia: la nota dell'ex procuratore

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Ora l’ex procuratore Mario Venditti “sta valutando” se presentare una denuncia in riferimento all’iscrizione del nome di Andrea Sempio nel registro degli indagati con l’ipotesi di reato di omicidio in concorso. Come fa sapere il suo avvocato Domenico Aiello durante una conferenza stampa, la mossa dei pm di Pavia sarebbe una “rappresentazione falsa” in quanto “c’è una Cassazione che dice che c’è stato un solo assassino e una sola presenza sulla scena del crimine”. In una nota, inoltre, Venditti accusa la Procura di Brescia di “falsificare le carte”.

L’ex procuratore Venditti contro i pm di Pavia

L’ex procuratore aggiunto Mario Venditti, oggi indagato per corruzione, ha deciso di presentare denuncia per contestare le indagini a carico di Andrea Sempio con il capo di imputazione di omicidio in concorso.

A spiegare le motivazioni è stato il suo avvocato Domenico Aiello durante una conferenza stampa tenuta a Milano: “Non c’è dubbio che sia una rappresentazione falsa iscrivere qualcuno in concorso con un altro” dal momento che “c’è una Cassazione che dice che c’è stato un solo assassino e una sola presenza sulla scena del crimine”.

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Mario Venditti potrebbe presentare denuncia contro i pm di Pavia per il capo di imputazione contestato ad Andrea Sempio

Ricordiamo, infatti, che nel 2015 la sentenza definitiva della Cassazione ha indicato Alberto Stasi come unico responsabile dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa nella sua abitazione a Garlasco il 13 agosto 2007.

Come sottolinea Ansa, non è la prima volta in cui l’avvocato Aiello parla di falso ideologico, un reato che secondo il codice penale si configura con la presenza di dichiarazioni non veritiere da parte di un pubblico ufficiale che “attesta falsamente fatti dei quali l’atto è destinato a provare la verità”, secondo l’articolo 479.

Annullati i sequestri

Nel frattempo venerdì 7 novembre il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato il decreto di perquisizione a carico di Venditti e del pm Paolo Mazza.

Come scrive RaiNews, il giudice ha dunque disposto la restituzione dei beni sequestrati all’ex procuratore e al pubblico ministero.

Lo sfogo contro la Procura di Brescia

In una nota stampa riporta da Ansa, Venditti ha dichiarato che la decisione del Tribunale del Riesame “non elimina il rammarico ed il grave sconforto che deriva da quanto sto immotivatamente subendo”.

Nella stessa nota l’ex procuratore accusa la Procura di Brescia di averlo esposto “al pubblico ludibrio dopo oltre 40 anni di carriera specchiata” dopo averlo sottoposto “ad una perquisizione infamante e ad un sequestro punitivo”.

La stessa Procura, sempre secondo Venditti, “non ha esitato a falsificare le carte affermando nel decreto dell’8 ottobre 2025 che avrei sostanzialmente acquistato autovetture a titolo gratuito ovvero a prezzi inferiori a quelli di mercato”. La risposta arrivata dal Riesame dimostrerebbe quindi la “totale illegittimità ed arbitrarietà dei provvedimenti” a suo carico, conclude Venditti.