Garlasco, i dubbi di De Rensis sul verbale di Andrea Sempio: per l'avvocato di Stasi è "un atto grave"
Fabio De Rensis, avvocato difensore di Alberto Stasi, ha definito “un atto grave” la redazione del verbale dell’interrogatorio ad Andrea Sempio
Ancora polemiche sul caso di Garlasco. Nel corso di una trasmissione televisiva, l’avvocato Fabio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, ha definito “un atto grave” la redazione del verbale dell’interrogatorio ad Andrea Sempio, amico intimo della vittima Chiara Poggi. Secondo il legale, il documento sarebbe stato redatto in modo da far apparire l’interrogatorio come ininterrotto, nonostante le pause effettivamente avvenute.
- L’avvocato De Rensis sul verbale di Andrea Sempio
- I dubbi dell’avvocato di Alberto Stasi
- La risposta del generale Garofano
L’avvocato De Rensis sul verbale di Andrea Sempio
Nella mattinata di oggi – giovedì 31 luglio 2025 – nel corso della puntata della trasmissione Morning News, in onda su Canale 5, sono intervenuti per parlare del caso di Garlasco l’avvocato Fabio De Rensis e il generale Luciano Garofano.
In studio si parlava del verbale di Andrea Sempio, sul quale si è soffermato a parlare De Rensis, avvocato difensore di Alberto Stasi.
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L’intervento di De Rensis si è concentrato in particolare su un verbale redatto nel 2015 dal Capitano dei Carabinieri Antonio Cassese, in cui viene riportato l’interrogatorio di Andrea Sempio come un unico blocco di quattro ore.
I dubbi dell’avvocato di Alberto Stasi
“Tu presenti al Pubblico Ministero un verbale ininterrotto di 4 ore, allora stai sviando ciò che il Pubblico Ministero valuterà. È un atto grave. Basato su imperizia? Benissimo, ma grave”, ha dichiarato il Fabio De Rensis, sottolineando come questa modalità rischi di fornire al magistrato un quadro falsato del contesto in cui le informazioni sono state raccolte.
De Rensis ha anche espresso il desiderio che da parte dell’ex Capitano fosse arrivato un riconoscimento esplicito dell’errore: “Cosa mi sarebbe piaciuto da parte dell’ex Capitano? ‘Ho sbagliato. Non si deve fare così.’”
Il delitto di Garlasco è avvenuto il 13 agosto 2007, e sebbene Alberto Stasi sia stato condannato in via definitiva nel 2015 a 16 anni di carcere, le ricostruzioni alternative e i presunti errori nelle indagini alimentano ancora il dibattito sul caso.
La risposta del generale Garofano
Alla trasmissione ha partecipato anche il generale Luciano Garofano, che ha preso le distanze dall’operato contestato: “Gli atti non li ho fatti io. Il Capitano Cassese ha ribadito il perché: quella mattina hanno interrogato anche altre persone.”
Garofano ha poi sottolineato come tutti i documenti siano stati esaminati nel corso dei tre gradi di giudizio: “Sono passati al vaglio di due processi che hanno assolto Alberto Stasi, della Cassazione, dell’appello bis e poi della sentenza definitiva.”
Nonostante ciò, ha riconosciuto l’esistenza di errori, senza però ritenerli decisivi: “Credo che per essere corretti anche nei confronti di tanti magistrati che comunque si sono espressi, io ritengo che dovremmo superare questi aspetti – ha detto il generale – Non so se sono 1, 55 o 75 gli errori, ma mi sembra che ci sia un accanimento su dei particolari risultati”.
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