Garlasco, l’ira di Meloni per i magistrati: “È una vergogna”. L’appello in vista della riforma della Giustizia

Dal palco di Atreju la premier Giorgia Meloni si scaglia contro la gestione giudiziaria dell’omicidio di Chiara Poggi a Garlasco

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Presente anche Giorgia Meloni alla festa di Fratelli d’Italia ad Atreju. Dal palco nel giorno di chiusura dell’evento, la premier è tornata a parlare di Garlasco, definendo una “vergogna” il modo in cui sono state portate avanti le indagini sul caso. Affinché ciò che è accaduto con l’omicidio di Chiara Poggi non si ripeta, Meloni invoca il sì al referendum sulla riforma della Giustizia.

Meloni ad Atreju: “Garlasco è una vergogna”

È stato lungo e variegato il discorso di Giorgia Meloni alla giornata di chiusura della festa di Fratelli d’Italia.

Ad Atreju la premier ha parlato di Europa, di Elly Schlein, dei doveri delle scuole e, non ultimo, del più noto caso di cronaca nera degli ultimi anni.

Caso GarlascoANSA
L’ex procuratore di Pavia Mario Venditti

Tornando sul caso Garlasco, Meloni ha definito una “vergogna” la gestione delle indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.

“Votate perché non ci possa più essere una vergogna come quella di Garlasco” sono state le esatte parole.

L’appello agli italiani è quello di confermare la riforma della Giustizia proposta dalla maggioranza, per cui si voterà in un referendum.

Le indagini sull’ex procuratore di Garlasco

Giorgia Meloni sembra in particolare riferirsi all’indagine aperta dalla procura di Brescia che si intreccia con il caso Garlasco.

Mario Venditti è accusato di peculato e corruzione in atti giudiziari assieme al pm Pietro Paolo Mazza.

L’ipotesi è che Venditti, ex procuratore di Pavia che indagò sull’omicidio di Chiara Poggi, abbia scagionato Andrea Sempio in cambio di denaro.

Tra i presunti indizi sulla colpevolezza del magistrato un appunto scritto dal padre di Sempio: “Venditti gip archivia x 20.30 euro”.

Gli investigatori desumono da ciò che Venditti avrebbe ricevuto 20.000 o 30.000 euro per scagionare Sempio, ad oggi nuovo unico indagato per l’omicidio di Poggi.

Cosa prevede la riforma della Giustizia

La nuova riforma della Giustizia è stata approvata in via definitiva dal Senato lo scorso 30 ottobre, con una maggioranza inferiore ai 2 terzi.

Per via di tali insufficienti numeri, spetterà ai cittadini, con un referendum, confermare la decisione del Parlamento di attuare delle modifiche costituzionali.

Il punto principale delle modifiche richieste dal Governo è la separazione delle carriere tra magistrati requirenti e giudicanti.

A inizio carriera, il magistrato sarà tenuto a scegliere, in modo irrevocabile, se diventare un giudice (in ruolo giudicante) o un pubblico ministero (ruolo requirente).

La riforma propone anche l’istituzione di un’Alta Corte Disciplinare con il compito di giudicare i magistrati in caso di abusi, negligenze e comportamenti contrari alla deontologia professionale.

meloni-su-riforma-della-giusitizia ANSA