Garlasco, la reazione di Alberto Stasi dopo l'indagine su Mario Venditti e i contatti con la famiglia Sempio
Alberto Stasi “sconcertato” dall’indagine su Venditti a Garlasco. La legale Bocellari parla di accuse gravi e tempistiche sospette per l’archiviazione
Anche Alberto Stasi sarebbe rimasto “sconcertato” dalla notizia dell’indagine di Brescia su Mario Venditti. A farlo sapere è Giada Bocellari, la sua legale da ben 11 anni. L’avvocata ha fatto sapere che, nel rispetto della presunzione di innocenza, l’accusa se vera sarebbe gravissima. Il fascicolo che è stato archiviato nasceva da un esposto della madre di Stasi. Secondo Bocellari, però, le tempistiche dell’archiviazione non erano anomale.
- La reazione di Alberto Stasi alle perquisizioni
- L’archiviazione al centro delle nuove indagini
- Le intercettazioni della famiglia Sempio
La reazione di Alberto Stasi alle perquisizioni
La riapertura delle indagini sul delitto di Garlasco ha portato a diverse presunte svolte. Ora arriva anche il caso della perquisizione che ha toccato l’ex procuratore di Pavia, Mario Venditti. Come fa notare la legale di Alberto Stasi, Giada Bocellari, nel pieno rispetto della presunzione di innocenza “è un’ipotesi accusatoria che, semmai dovesse arrivare a qualcosa di più certo, sarebbe gravissima“.
Interrogata sulla reazione del suo assistito, la legale ha dichiarato che anche Alberto è rimasto “sconcertato”. Secondo Bocellari, in questi mesi Alberto Stasi “ha scelto di non seguire troppo quello che sta avvenendo. Diciamo che apprende l’indispensabile, e per il resto va avanti con la sua vita”.
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Su quanto ne pensa invece la legale, per come è formulata l’incolpazione si tratta di una delle peggiori accuse che possa essere mossa a un magistrato. “Credo quindi abbia lasciato tutti abbastanza sconcertati. Ma lasciamo lavorare la procura di Brescia”, ha concluso.
L’archiviazione al centro delle nuove indagini
Il fascicolo che aveva portato la famiglia Sempio nuovamente all’attenzione della procura era quello relativo all’esposto della madre di Alberto Stasi. Bocellari spiega che nella fase delle indagini preliminari non avevano percepito nulla di strano. “Eravamo in attesa di vedere che cosa sarebbe successo – spiega – “Avevamo portato informazioni che noi pensavamo necessitassero approfondimenti da parte della procura”.
Ha quindi aggiunto che, al momento dell’archiviazione, a distanza di tre mesi da quando era stata scritta la notizia di reato, erano rimasti stupiti della velocità, ma non dal provvedimento in sé. Il motivo risiedeva nella decisione che non sembrava anomala, visto che si trattava di sconfessare una sentenza definitiva.
Sulle tempistiche invece sì, erano sembrate un po’ troppo veloci. “Ci aveva lasciato perplessi un fatto, cioè che dopo l’archiviazione avevamo chiesto di avere accesso al fascicolo, ma ci erano stati negati per due volte i file audio delle intercettazioni“.
Le intercettazioni della famiglia Sempio
Restano ancora una volta centrali le intercettazioni della famiglia Sempio. Proprio queste erano state richieste dai legali di Stasi.
L’inchiesta su Garlasco potrebbe aprire una nuova strada. Se venisse confermata l’ipotesi accusatoria, si potrebbe arrivare a una revisione anche per Stasi. Il motivo, spiega, è che “non si potrà più dire che per Sempio c’è stata l’archiviazione”.
Secondo la legale, questo sarebbe un grave indizio a carico di Andrea, perché “una persona innocente non ha motivo per porre in essere certe condotte”.
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