Garlasco, le impronte trovate sulla porta d'ingresso del villino sono di Marco Poggi e di un operatore
Gli accertamenti sulle impronte trovate sulla porta della villetta di Garlasco non hanno portato novità: una è di Marco Poggi
Le impronte trovate sulla porta di ingresso della villetta di Garlasco appartengono a Marco Poggi e a un operatore. È il risultato dell’esame svolto da Giovanni Di Censo, il nuovo perito nominato dal Gip che segue l’indagine sul delitto di Chiara Poggi. Altre sei impronte trovate su una confezione di cereali, invece, appartengono alla vittima. Al momento, quindi, dagli esami non sono emersi nuovi elementi.
- Impronte a Garlasco, una è di Marco Poggi
- Altre sei impronte attribuite a Chiara Poggi
- Garlasco, le ultime dichiarazioni di Lovati su Sempio
Impronte a Garlasco, una è di Marco Poggi
Una delle due impronte repertate sulla porta di ingresso della villetta appartiene a Marco Poggi, fratello di Chiara. La seconda, invece, è stata attribuita a un operatore che era presente sul posto.
I nuovi esami disposti dai magistrati che seguono l’indagine sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco, finora, non hanno aggiunto nulla al quadro emerso 18 anni fa. Le analisi sono state eseguite da Giovanni Di Censo, il nuovo perito nominato dal Gip nell’ambito dell’incidente probatorio.
IPA
Altre sei impronte attribuite a Chiara Poggi
Nel corso dello stesso esame, il tecnico ha esaminato anche sei impronte rilevate su una busta di cellophane di cereali e su un sacchetto della spazzatura.
Ma anche in questo caso, visto che le impronte sono state attribuite a Chiara Poggi, non sono emersi elementi di interesse per le indagini sul delitto avvenuto il 13 agosto 2007 a Garlasco.
In attesa della conclusione della nuova indagine sul delitto di Garlasco, nei giorni scorsi si è tornato a discutere dello scontrino di Andrea Sempio, ovvero della prova che allontanerebbe quest’ultimo dalla villetta di Garlasco nelle ore dell’omicidio.
A parlarne è stato l’ex avvocato di Sempio, Massimo Lovati, che ha definito lo scontrino “un elemento circostanziale e inutilizzabile” che non può entrare in nessun atto giudiziario.
Garlasco, le ultime dichiarazioni di Lovati su Sempio
Lo stesso avvocato Massimo Lovati, che la famiglia di Andrea Sempio ha da poco sollevato dall’incarico, è tornato a parlare anche del filone d’indagine sulla presunta corruzione del pm Venditti, che all’epoca della prima indagine sul delitto di Garlasco aveva chiesto l’archiviazione per Sempio.
“Il pm Venditti l’ho conosciuto in altri anni, quando faceva parte della Dda di Milano e poi non ho più avuto nulla a che fare con lui, se non occasionalmente e professionalmente”, ha detto Lovati.
Sull’ipotesi di un possibile suo coinvolgimento nell’inchiesta, Lovati ha detto di essere pronto a chiarire qualsiasi cosa “se vorranno convocarmi”.
ANSA