Garlasco, le intercettazioni tra Alberto Stasi e il padre Nicola pochi giorni dopo l'omicidio di Chiara Poggi

Le intercettazioni tra Alberto Stasi, il padre Nicola e un amico raccontano il timore dell’ex fidanzato di Chiara di diventare l’unico indagato

Pubblicato: Aggiornato:

Mentre la nuova indagine su Garlasco prosegue, spunta una nuova intercettazione tra Alberto Stasi e il papà Nicola risalente al 23 agosto 2007. Pochi giorni dopo il delitto, padre e figlio parlano al telefono del caso. Alberto appare particolarmente sconsolato per la mancanza di progressi nelle indagini e teme di diventare il principale indiziato. In una seconda telefonata Stasi parla con un amico.

L’intercettazione tra Alberto e il padre Nicola Stasi

L’intercettazione resa pubblica dalla trasmissione Mediaset “Quarta Repubblica” risale al 23 agosto del 2007, dieci giorni dopo la morte di Chiara Poggi a Garlasco.

Al telefono ci sono Alberto Stasi e il padre Nicola. Il primo a parlare è quest’ultimo, che si augura che “trovino subito qualcosa tra i reperti che hanno preso” perché sennò “è la nostra rovina in tutto e per tutto”.

Garlasco, le intercettazioni tra Alberto Stasi e il padre Nicola pochi giorni dopo l'omicidio di Chiara PoggiANSA

Alberto Stasi insieme al suo avvocato Alberto Giarda nel 2014

Il timore di Alberto di diventare l’unico indagato per il caso Garlasco

Poi, forse rendendosi conto dello stato di angoscia del figlio, Nicola Stasi prova a rincuorarlo dicendogli che deve tirarsi su e che “non è possibile che tutto sia contro di noi”.

Ma dall’altra parte c’è un Alberto Stasi che sembra già prevedere quello che lo aspetta: “Peggio di così non poteva andare, la persona sbagliata al momento sbagliato e nel luogo sbagliato. Ero solo a casa… però sono innocente”, dice il fidanzato di Chiara Poggi. Il timore di Alberto Stasi è che “se non trovano altro” lui va a processo e “se la prendono con me”.

Ma ancora una volta il padre prova a tirarlo su: “Fino ad ora è tutto contro di noi, ma non hanno scoperto tutto e finito le indagini. C’è da difendersi, da spendere e tribolare, ma tu sei innocente. Bisogna avere un po’ di fiducia ed essere un po’ ottimisti, spenderemo un sacco di soldi ma non hai fatto niente”.

Delitto di Garlasco: l’iter giudiziario di Alberto Stasi

In realtà le paure di Alberto Stasi palesate nelle intercettazioni si riveleranno fondate, visto che sarà lui il principale indiziato per il delitto di Garlasco.

Assolto in primo e secondo grado e poi condannato nel nuovo processo di appello del 2014 a 16 anni di carcere, attualmente Alberto Stasi sta scontando la condanna per omicidio dopo la conferma della Cassazione.

Nel marzo del 2015 Andrea Sempio è stato iscritto nel registro degli indagati nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Chiara Poggi a Garlasco. Recentemente una perizia ha stabilito che sulle unghie della vittima sono state trovate tracce di dna compatibili con i familiari maschili della linea paterna di Sempio.

La seconda intercettazione tra Alberto e un amico sull’allarme

Il 9 settembre del 2007 gli inquirenti hanno intercettato un’altra telefonata tra Alberto Stasi e un amico. Ancora una volta è stata la trasmissione Quarta Repubblica a rendere pubblica la chiamata.

In questo caso Alberto Stasi si rammarica del fatto che il suo allarme di casa non abbia una memoria delle entrate e delle uscite, funzione che invece ha, per esempio, quello di Chiara.

“Se avesse avuto quella memoria sarei stato già bello che a posto, invece abbiamo un modello vecchio. Io quel giorno l’ho messo quando sono rientrato e l’ho tolto a mezzogiorno”.

padre-nicola-garlasco-intercettazione-alberto-stasi ANSA