Garlasco, Lovati e il nuovo sogno sul "coniglio con le orecchie lunghe": la telefonata a Federica Panicucci

Massimo Lovati rivela il nuovo sogno sul delitto di Garlasco spiegando a Federica Panicucci la metafora del "coniglio dalle orecchie lunghe"

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Massimo Lovati rivela in tv un nuovo sogno premonitore su Garlasco. L’ormai ex avvocato di Andrea Stasi ha raccontato alla conduttrice Federica Panicucci un’altra delle sue celebri visioni oniriche sul delitto di Chiara Poggi, riguardante questa volta un "coniglio con le orecchie lunghe".

Il nuovo sogno di Massimo Lovati

L’avvocato Massimo Lovati ha parlato di uno dei suoi proverbiali sogni in collegamento telefonico con Mattino Cinque: "Il coniglio è una fantasia, una metafora, sta a significare una circostanza magica, del mago che estrae il coniglio dal cilindro, qualcosa di estemporaneo".

"Per ora non esiste questo coniglio, è nella mia immaginazione – ha spiegato l’avvocato – Siccome è sei mesi che cercano di sostenere un’accusa labile, la mia paura è che spunti un coniglio. Domani, dopodomani o tra vent’anni".

Le premonizioni su Garlasco

Secondo quanto fatto intendere dall’ex difensore di Andrea Sempio con le sue allusioni, i pm di Pavia potrebbero tirare fuori dal cilindro qualche nuovo elemento a sostegno dell’accusa, dato che per il legale "non c’è niente, non hanno dimostrato niente, non c’è nessun indizio".

"Per adesso non c’è, per adesso è solo una mia immaginazione che io traduco con una metafora semplice da capire" ha detto ancora in collegamento con Mattino Cinque.

"Io ho parlato anche dell’albero di Natale, che dopo il 18 dicembre sarà legna da ardere" ha aggiunto Lovati facendo riferimento alla data in cui sono attesi i risultati della perizia sul Dna sotto le unghie di Chiara Poggi.

Alla conduttrice Federica Panicucci, l’avvocato ha sottolineato come il nuovo sogno sia come quello sul Dna di Sempio sul fruttolo. "A buon intenditore poche parole" la chiosa sibillina di Lovati.

Lo scontrino di Andrea Sempio

Incalzato in studio sulle possibili interpretazioni del "coniglio bianco", riferito a un supertestimone sullo scontrino del parcheggio su cui si regge l’alibi di Andrea Sempio, Lovati si è poi spazientito: "Quante volte lo devo dire che lo scontrino è un pezzetto di carta, non serve a niente, non è un alibi, non è un indizio" ha detto ancora "perché, lo dico un’ultima volta, è un’excusatio non petita, non può entrare in un fascicolo processuale, è carta straccia".

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