Garlasco, Lovati parla dopo l'audizione a Brescia: la verità sui soldi "ritirati nello studio Soldani Grassi"

Dopo l'audizione Massimo Lovati ha parlato con i giornalisti spiegando la sua versione sui soldi presi nel 2017 per la sua parcella e non fatturati

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Dopo l’audizione a Brescia, l’avvocato Massimo Lovati ha parlato con i giornalisti ricostruendo la sua verità sui soldi presi nel 2017. Lovati è stato sentito dalla Procura come persona informata dei fatti, riguardo all’indagine sull’ex procuratore di Pavia Mario Venditti che avrebbe favorito l’archiviazione di Andrea Sempio, ora accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco nel 2007. Il legale ha ammesso di aver ritirato in nero il compenso della sua parcella nello studio Soldani Grassi.

Massimo Lovati sui soldi presi nel 2007

Ai microfoni di Quarto Grado, l’ex avvocato di Sempio si è rallegrato per i magistrati che gli sono sembrati “garanti dei diritti” e ha poi ammesso che le parcelle della famiglia del suo ex assistito venivano pagate in contanti “allo studio Soldani Grassi”.

Poi Lovati ha aggiunto che lui andava nello studio a prendere il suo compenso. “Dividemano per tre, prendevo quello che passava il convento e in quel momento il convento era ricco“, ha detto.

Alla domanda “non ha pensato: arrivano troppi soldi rispetto a quello che stiamo facendo”, il legale ha risposto di averlo pensato ma “quando piove, lascia piovere“.

Avvocato Massimo LovatiANSA

La giornalista ha poi incalzato Lovati chiedendogli se provava rimorso per il fatto che non aver fatturato quei 15mila euro a testa per tre avvocati può aver dato impulso a un’inchiesta per corruzione in atti giudiziari.

“Se avessi potuto pensare questa cosa nel 2017 – ha risposto – certamente non l’avrei fatto. Mi sarei messo nelle condizioni di fatturare, di poter dimostrare quello che dico dopo otto anni”.

L’indagine preventiva e il rapporto con Venditti

Riguardo all’indagine preventiva, Lovati ha spiegato che lui prese l’incarico quando non c’era ancora un’indagine nel senso formale su Andrea Sempio, ma avendo saputo dalle fonti giornalistiche ciò che sarebbe potuto accadere, ha promosso delle indagini difensive private che sono permesse dal codice di procedura penale.

L’avvocato ha confermato di non conoscere i carabinieri Giuseppe Spoto e Silvio Sapone e di conoscere Mario Venditti solo come magistrato.

“Per me non si sarebbe mai lasciato corrompere“, ha detto.

Massimo Lovati su Andrea Sempio

Sempre a Quarto Grado, Massimo Lovati ha parlato anche dell’inchiesta su Garlasco.

Non c’è il DNA di Andrea Sempio in rapporto ai reperti ungueali della povera Chiara Poggi”, ha detto l’avvocato.

Il legale ha ripercorso le nuove indagini, il primo ottobre è stato dragato il canale, poi c’è stata la spazzatura, poi l’impronta 33 “che è sempre frutto di un’alchimia come la consulenza Linarello che ha dato origine all’indagine del 2017 ed è stata ripescata nel 2025”.

Una quarta notizia è stata quella su Ignoto 3 “perché loro per motivare il concorso avevano inventato l’ignoto 3 che doveva essere impresso nella garza quando io ho sempre detto che era una contaminazione”.

In conclusione “Andrea Sempio non è solo innocente – ha affermato Lovati – è estraneo. La verità è quella che ho sempre detto io: che non c’entrano né Stasi né Sempio”.

L'avvocato Massimo Lovati ANSA