Garlasco, Lovati torna a parlare del "sicario assoldato, la bici e i vestiti sono elementi di depistaggio"

Per Massimo Lovati quella bici rinvenuta in via Toledo e i vestiti trovati nel canale sarebbero "segni di depistaggio", le nuove teorie su Garlasco

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Massimo Lovati ritorna sulla teoria del sicario dietro il delitto di Garlasco. Secondo l’ex avvocato di Andrea Sempio tutti gli elementi più suggestivi dell’omicidio di Chiara Poggi farebbero parte di un ben preciso disegno di depistaggio, compresa la condanna di Alberto Stasi. Tra questi, Lovati mette nel calderone la bici che sarebbe stata rinvenuta un mese e mezzo dopo dietro casa dei Poggi e i vestiti contenuti in un sacchetto gettato dentro il canale.

Lovati ritorna sul sicario di Garlasco

Intervenuto a Mattino Cinque mercoledì 4 febbraio Massimo Lovati, ormai ex difensore di Andrea Sempio, ha riproposto la sua teoria sul sicario dietro il delitto di Garlasco.

A questo giro l’avvocato non solo parla di una mano occulta dietro l’omicidio di Chiara Poggi, ma traccia una linea di collegamento tra i vari elementi che brillano di giallo.

"Al di là delle falle delle indagini – dice Lovati – secondo me tutti questi elementi sono evidenti segni di depistaggio", dove per "elementi" intende "la bici" e "i vestiti". Nel primo caso non si parla della bicicletta nera da donna vista dalla vicina Franca Bermani la mattina del 13 agosto 2007, ma di un’altra bicicletta sempre nera e sempre da donna che un mese e mezzo dopo la tragedia sarebbe stata notata alle spalle della villetta dei Poggi, in via Toledo. Ci arriveremo.

Il depistaggio avrebbe indirizzato le indagini verso Alberto Stasi, poi condannato in via definitiva nel 2015 e ritenuto innocente da Massimo Lovati.

Quella bici in via Toledo

L’inviato di Mattino Cinque fa notare che dietro le villette di via Pascoli, compresa quella dei Poggi, si apre una campagna dove scorre il canale Brielli. Parallela al canale Brielli c’è via Toledo, una strada che conduce in poche centinaia di metri all’abitazione della nonna di Andrea Sempio, dove quest’ultimo ha riferito di essersi recato dopo essere tornato da Vigevano, nella tarda mattinata del 13 agosto 2007.

Gli investigatori non escludono che l’assassino possa essersi dato alla fuga passando dalla porta sul retro di casa Poggi. Proprio tra il canale Brielli e l’asfalto di via Toledo, tra le sterpaglie, un mese e mezzo dopo il delitto sarebbe stata rinvenuta una bici nera da donna abbandonata tra le sterpaglie, un ritrovamento fatto dai vigili urbani.

Cosa disse Franca Bermani a proposito della bici di via Toledo

Facciamo un passo indietro. Se apriamo un articolo pubblicato da La Provincia Pavese il 5 maggio 2009 leggiamo che Franca Bermani – che, ribadiamo, è la testimone che vide un velocipede nero da donna fuori dal cancello dei Poggi – ai carabinieri riferì che quella bici rinvenuta in via Toledo "non me l’hanno fatta vedere per un confronto".

Le dissero che si trattava di una bici "nera come quella che ho visto il giorno del delitto: nuova di zecca, ma senza il fanalino posteriore". Tornando al presente, l’inviato di Mattino Cinque fa notare che di quel mezzo rinvenuto in via Toledo un mese e mezzo dopo il delitto "non vi è traccia agli atti", né sarebbe stato fatto un verbale, né esisterebbe una fotografia. La stessa Bermani, del resto, in aula nel corso del processo contro Stasi sottolineò di non essere mai stata posta nelle possibilità di visionare anche solo una foto di quella bicicletta, nemmeno per un confronto con quella che disse di aver visto in via Pascoli.

Il "giallo" dei vestiti rinvenuti nel canale

Se restiamo ancora nella prospettiva del retro di via Pascoli, dove l’assassino di Chiara Poggi potrebbe aver scelto la via di fuga, si ritorna al "giallo" dei vestiti che il 24 agosto 2007 furono rinvenuti nel canale Brielli tra Sairano e Villanova, nascosti in un sacchetto e con evidenti macchie rosse. Erano gli indumenti indossati dall’assassino e dei quali si era disfatto durante la sua fuga?

Usiamo le virgolette sulla parola "giallo" perché quei reperti furono analizzati dai Ris di Parma, che esclusero la presenza di tracce ematiche. Tali risultati sono riportati nella relazione dei Ris del 16 novembre 2007, come documentato sul portale investigativo Darkside in un articolo dedicato.

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