Garlasco, Massimo Lovati e Gallo visti con Francesco Grittini legale di Savu: "Non abbiamo parlato del caso"

Garlasco, spunta il filmato di un misterioso incontro tra Fabrizio Gallo, il suo assistito Massimo Lovati e l'avvocato di Savu, Francesco Grittini

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"Non ci sono molti ristoranti a Vigevano", è il primo commento che Fabrizio Gallo, l’avvocato di Massimo Lovati, rilascia dopo aver visionato una foto che li ritrae insieme a Francesco Grittini, il difensore di Flavius Savu. Nel suo intervento a Mattino Cinque Gallo spiega che in quel giorno si trovava in un ristorante con il suo assistito, ed entrambi hanno notato che nel tavolo accanto c’era Grittini. I tre sono stati ripresi in un parco, intenti a dialogare, ma Gallo precisa: "Non abbiamo parlato del caso", riferendosi alla nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.

L’incontro tra Lovati, Gallo e Grittini

Venerdì 7 novembre Mattino Cinque ha mandato in onda un filmato inedito in cui vediamo Fabrizio Gallo insieme al suo assistito Massimo Lovati in un parco di Vigevano, intenti a dialogare.

A condurre il discorso con gesti più animati è Grittini, l’avvocato di Flavius Savu. Incalzato da Federica Panicucci su quell’incontro l’avvocato Gallo ha fatto alcune precisazioni.

Gallo ha spiegato che nella giornata di giovedì 6 novembre si trovava al ristorante con Massimo Lovati "e altri commensali", quando avrebbe notato che nel tavolo accanto era presente Francesco Grittini. Gallo ha rivelato di non averlo mai conosciuto e che in quell’occasione non avrebbero condiviso il tavolo.

Piuttosto, i tre si sarebbero confrontati sulla professione che li accomuna, ma viene facile pensare che un altro filrouge che mette insieme i tre legali è il loro coinvolgimento nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Su questo aspetto Gallo precisa: "Non abbiamo assolutamente parlato del caso".

Il Riesame annulla i sequestri per Venditti e Mazza

Il Tribunale del Riesame di Brescia ha annullato il decreto di perquisizione e sequestro eseguito lo scorso 9 ottobre nei confronti dell’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, e del pm di Milano, Pietro Paolo Mazza, entrambi indagati per corruzione in atti giudiziari e peculato nell’ambito della complessa inchiesta della Procura di Brescia sul cosiddetto "Sistema Pavia".

Accogliendo i ricorsi presentati dai legali Domenico Aiello e Massimo Dinoia, il collegio giudicante ha ordinato al Gico della guardia di finanza la restituzione immediata al magistrato in pensione e al sostituto milanese di tutti i beni sequestrati, inclusi PC, telefoni, schede di memoria e i dati eventualmente già estratti, che erano stati disposti dalla pm Claudia Moregola e dal procuratore Francesco Prete.

Il legame tra l’inchiesta della Procura di Brescia e il caso Garlasco

Va detto che l’indagine che riguarda questo annullamento non è collegata al delitto di Garlasco, piuttosto riguarda i presunti rapporti tra gli ex magistrati pavesi e le società di intercettazioni Esitel e di noleggio auto CR Service dei fratelli D’Arena.

Di fatto, mentre al pm Mazza verranno restituiti cellulari e computer, Venditti dovrà affrontare un nuovo Riesame in merito a un terzo, distinto sequestro disposto successivamente, la cui data non è ancora stata fissata.

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