Garlasco, nella casa di Chiara Poggi sono state trovate 107 impronte: il nodo della numero 33
Più di 100 le impronte ritrovate nella casa di Garlasco dove fu uccisa Chiara Poggi. Una di queste potrebbe essere di Sempio
Diciotto anni dopo il delitto, si continua a indagare sull’omicidio di Chiara Poggi. La procura di Pavia ha richiesto una nuova analisi sulle tracce genetiche e dattiloscopiche rinvenute nella casa di Garlasco. Sulle impronte, ovvero, che sono 107. La numero 33 potrebbe appartenere al nuovo indagato Andrea Sempio.
- Le impronte a casa di Chiara Poggi
- Di chi sono le impronte a Garlasco
- L’impronta 33 potrebbe essere di Sempio?
Le impronte a casa di Chiara Poggi
Così come ricordato dai giornalisti di Mattino Cinque, furono circa 25 le persone che, il 13 agosto 2007, entrarono nella villetta della famiglia Poggi a Garlasco.
Dopo che in casa fu rinvenuto il corpo di Chiara senza vita, nell’abitazione passarono agenti delle forze dell’ordine, sanitari del 118 e impresari delle pompe funebri.
Non tutti si attennero ai rigidi protocolli richiesti dalle indagini investigative e in molti non indossarono né guanti né calzari.
In totale, sul luogo del delitto e nell’area circostante sono state rinvenute 107 impronte.
Di chi sono le impronte a Garlasco
29 delle 107 impronte rinvenute furono al tempo attribuite dalla squadra dei Ris di Parma.
Delle altre 78 restanti, 28 frammenti digitali e 8 impronte sono comparabili.
La traccia lasciata sul tinello della cucina è del falegname che vi stava lavorando fino a qualche giorno prima della morte di Chiara.
Quella sulla porta d’ingresso dell’abitazione è di un carabiniere; l’impronta sulla porta del garage è invece di Marco Poggi, il fratello della vittima.
L’impronta 33 potrebbe essere di Sempio?
La nuova indagine dattiloscopica è stata commissionata dalla procura di Pavia agli esperti Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli.
Per i consulenti non è ancora stato possibile risalire alla persona che lasciò l’impronta numero 100, quella di una mano sporca sul lato interno del portoncino d’ingresso.
Vi è un’ipotesi, invece, sull’impronta cui è stato assegnato il numero 33, rinvenuta sulla scala che porta alla taverna. Fu proprio nella taverna che venne ritrovato il corpo di Chiara Poggi.
Per i consulenti della Procura, l’impronta 33 è attribuibile ad Andrea Sempio per la corrispondenza di 15 elementi caratteristici.
La difesa di Sempio ha smontato l’accusa denunciando un presunto "pregiudizio interpretativo".
Le minuzie indicate dagli esperti, non sarebbero per i legali di Sempio che "interferenze murarie", ovvero semplici segni sul muro.
Mediaset