Garlasco, rivelazione di Giada Bocellari avvocata di Stasi sugli "altri atti" in mano a Procura e carabinieri
Garlasco, Bocellari: “Ci sono altri atti”. L’avvocata di Stasi parla delle nuove mosse su Sempio e del lavoro di Procura e carabinieri
Delitto di Garlasco, a Mattino Cinque Giada Bocellari, avvocata di Alberto Stasi, sostiene che Procura e carabinieri abbiano in mano “altri atti” oltre ai computer e invita a puntare su “dati oggettivi”. In studio il confronto con il consulente di Andrea Sempio, Armando Palmegiani, tra analisi informatiche e ipotesi sul movente.
- Garlasco, le parole di Giada Bocellari sugli “altri atti”
- Bocellari sulla privacy di Stasi e Sempio
- Il confronto tra Bocellari e Palmegiani sul movente
Garlasco, le parole di Giada Bocellari sugli “altri atti”
In diretta a Mattino Cinque nella giornata di oggi – lunedì 2 febbraio – Giada Bocellari, avvocata di Alberto Stasi, è tornata sul lavoro di Procura e carabinieri e ha spiegato di aspettarsi un percorso centrato su elementi verificabili: “Credo che l’attività della procura e dei Carabinieri sarà quella di ancorarsi a dati oggettivi, lo sottolineo”.
Nel passaggio dedicato agli accertamenti, l’avvocata ha citato i computer e ha aggiunto che non sarebbe tutto lì: “Parlo dei computer, ma ci sono anche altre cose”.
ANSAIncalzata in studio su cosa intendesse, Bocellari ha frenato: “Non credo di poterlo dire adesso. Cioè, insomma…”. Alla richiesta avanzata da Federica Panicucci di condividere almeno un “macrotema”, la legale ha ribadito: “Ci sono altri atti che secondo me sono in grado di dirci molto di più”.
Bocellari sulla privacy di Stasi e Sempio
Nel corso della trasmissione, Bocellari si è poi soffermata sul tipo di domande rivolte ad Andrea Sempio e ha preso posizione sul tema della sfera personale, richiamando quanto, a suo dire, sarebbe già accaduto ad Alberto Stasi.
“Provo fastidio a sentire che Andrea Sempio è costretto a rispondere a queste domande, sulla sua vita intima e personale – ha affermato, aggiungendo – Io auguro ad Andrea Sempio di non doversi poi giustificare rispetto a questi contenuti”.
Bocellari ha poi insistito sul punto: “Trovo, esattamente come è stato fatto da Alberto Stasi, che questo attenga ad aspetti intimi, privati che non dovrebbero neanche entrare nel dibattito pubblico, perché riguardano aspetti della vita privata che francamente, non possono avere nessuna attinenza con l’omicidio”.
Il confronto tra Bocellari e Palmegiani sul movente
Bocellari ha poi discusso con il consulente di Sempio, Armando Palmegiani, sugli accertamenti informatici e sulle ipotesi del movente. “Ci vuole buon senso. Cioè, al di là del dato informatico, io continuo a ripeterlo, la logica deve venire prima di ogni prova scientifica che viene idealizzata”, dice l’avvocata.
Nel botta e risposta, Palmegiani ha precisato: “Io parlavo dell’analisi del nuovo computer, visto che si è parlato molto anche del computer di Chiara…”. Ma Bocellari ha riportato il discorso su un punto specifico: “Però voi la richiesta di incidente probatorio l’avete fatta sul PC di Stasi proprio in riferimento a quei quindici minuti”.
I “quindici minuti” sarebbero l’intervallo di tempo della sera di domenica 12 agosto 2007 in cui, secondo le ricostruzioni, Stasi si sarebbe allontanato brevemente. Gli accessi al PC in quel lasso di tempo sono quindi centrali per le ipotesi sul possibile movente.
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