Garlasco, Selvaggia Lucarelli contro l'ipotesi del "commando di assassini": il dettaglio delle impronte
Selvaggia Lucarelli critica e ironica sulle nuove indagini sul delitto di Garlasco: "Domande troppo semplici"
Selvaggia Lucarelli torna a criticare le nuove indagini sul delitto di Garlasco. Lo ha sempre fatto negli ultimi mesi, prevedendo che il nuovo filone non porterà ad alcuna svolta. La giornalista ha espresso ironia e forte scetticismo anche sugli ultimi sviluppi della vicenda, quelli relativi al Dna ‘ignoto’ rinvenuto sul tampone oro-faringeo di Chiara Poggi.
- Garlasco, Selvaggia Lucarelli critica sul nuovo filone di indagini
- "Il suicida è sempre molto accreditato"
Garlasco, Selvaggia Lucarelli critica sul nuovo filone di indagini
Attraverso una storia Instagram, Selvaggia Lucarelli ha sostenuto che la pista che ipotizza che Chiara Poggi potrebbe essere stata uccisa da più persone è poco credibile.
“Nel frattempo – scrive la giornalista – vorremmo sapere come mai questo commando di assassini ha lasciato le impronte di un solo paio di scarpe del numero di Stasi e non di Sempio. Ma sono domande troppo semplici, torniamo a cercare messaggi in codice nell’antica lingua dei Masai di gente a caso”.
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Il ragionamento della scrittrice fa riferimento a una delle prove chiave per cui è stato condannato in via definitiva Alberto Stasi, vale a dire l’impronta delle scarpe.
“Il suicida è sempre molto accreditato”
Lucarelli, condendo il suo intervento di ironia, ha anche fatto un riassunto delle ultime tappe inerenti alle indagini: “Aggiornamento Garlasco: le diaboliche gemelle Cappa si allontanano progressivamente dalla scena del crimine. Rientra prepotentemente un amico di Sempio, ma non uno dei fedelissimi (il frate&Co) della comitiva di Sempio. Un amico da individuare”.
“Ovviamente – aggiunge la giornalista – il suicida è sempre molto accreditato, per la gioia dei suoi genitori che oltre a dover convivere con l’idea che il figlio si sia tolto la vita, da tre mesi vedono la sua immagine sui giornali perché sospettato pure di essere un omicida”.
Poche settimane fa, Lucarelli aveva spiegato che dal suo punto di vista, laddove gli inquirenti avessero avuto tra le mani elementi importanti, si sarebbero mossi in modo differente.
“Le piste sataniste, le orge, i pedofili e tutti gli scenari alternativi che si stanno accumulando e stiamo leggendo tutti i giorni sul giornale. Questi indicano, dal mio punto di vista, una sola cosa: che non c’è una pista seria, perché se ce ne fosse una non se ne starebbero raccontando altre cento”. Così la scrittrice intervistata poco più di un mese fa nel programma tv sul 9 Accordi&Disaccordi.
“Quindi vuol dire che questo è fumo negli occhi”, aveva concluso la giornalista che, evidentemente, da allora non ha cambiato idea.
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