Garlasco, Sempio e la possibile corrispondenza del dna sulle unghie di Chiara Poggi: la reazione della madre
Perché il Dna di Andrea Sempio è compatibile con quello rinvenuto sotto le unghie di Chiara Poggi? Parla la madre dell'indagato
"Bisogna vedere innanzitutto la quantità, e vedere come è stato raccolto". Non è sorpresa Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, per la presenza del Dna del figlio sotto le unghie di Chiara Poggi. Il dibattito anche mediatico sul delitto di Garlasco continua a colpi di perizie e supposizioni: alla domanda sul motivo delle tracce genetiche di Sempio sulla vittima del delitto di Garlasco, Ferrari risponde citando il caso di "un uomo finito in galera" per l’omicidio della moglie, sotto le cui unghie sarebbe stato rinvenuto il Dna dell’estetista presso la quale la vittima si era recata 15 giorni di morire. "Forse non si lavava le mani da quindici giorni?", chiede la madre dell’indagato.
Parla la madre di Andrea Sempio
Le telecamere di Mattino Cinque hanno incontrato Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio indagato per omicidio in concorso nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.
L’inviato Emanuele Canta le chiede un parere sulla corrispondenza parziale tra il Dna del figlio e le tracce rinvenute sotto le unghie di Chiara Poggi: "Bisogna vedere innanzitutto la quantità", dice la donna, e aggiunge: "… e vedere come è stato raccolto", per questo Daniela Ferrari non si definisce sorpresa da questo dettaglio.
Si ricorda che Andrea Sempio frequentava la villetta di via Pascoli 8 in quanto amico di Marco Poggi, fratello di Chiara, e che insieme spesso giocavano con la PlayStation e al computer.
L’inviato ricorda che "Chiara ha utilizzato per tanti giorni quel computer senza che Andrea fosse in quella casa perché Marco era partito", quindi risulta una coincidenza "un po’ strana" il fatto che il Dna di Sempio sia stato rinvenuto sotto le unghie della vittima. Daniela Ferrari, quindi, cita un altro esempio.
Da Chiara Poggi a Melania Rea
Daniela Ferrari cita "un altro caso" in cui un uomo "è finito in galera" con l’accusa di aver ucciso la moglie. La madre di Sempio ricorda che sotto le unghie della vittima "è stato trovato il Dna dell’estetista", dove la donna era stata circa quindici giorni prima di morire. "Anche questa persona non si è mai lavata le mani per quindici giorni?", si domanda Ferrari.
Con il suo esempio la madre dell’indagato sembra citare il caso di Melania Rea, uccisa il 18 aprile 2011 a Colle San Marco (Ascoli Piceno). Per il suo delitto è stato condannato il marito, Salvatore Parolisi. In un articolo pubblicato su Il Centro il 5 gennaio 2012 leggiamo che sotto l’unghia dell’anulare della vittima era stato isolato un Dna femminile che corrispondeva a quello dell’estetista di Somma Vesuviana presso la quale Rea si era recata alcuni giorni prima dell’omicidio.
Il Dna secondo Luciano Garofano
Alle telecamere di Mattino Cinque News Luciano Garofano, ex comandante dei Ris di Parma e oggi consulente della difesa di Sempio, spiega che secondo lui quel Dna "non è idoneo per un confronto".
Se invece fosse reale la compatibilità, Garofano sottolinea che "l’aplotipo, cioè il Dna Y può essere comune con pochi marcatori" ovvero "il suo, quello dell’operatore, il mio, la popolazione", ovvero "con tutti coloro che possono esibire quei marcatori". Insomma, "non c’è la possibilità di un’identificazione certa".
Il consulente si augura quindi che "una lettura scientificamente corretta possa sgombrare il campo da questa interpretazione che noi non condividiamo".
US Mediaset