Garlasco, Soldani e Grassi ex avvocati di Sempio sentiti dai pm di Brescia come "persone informate sui fatti"

Sentiti dai pm a Brescia Soldani e Grassi, ex legali di Andrea Sempio, indagato nel caso del delitto di Garlasco: la novità in Procura

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Federico Soldani e Simone Grassi, ex avvocati, assieme a Massimo Lovati, di Andrea Sempio, sono sentiti come persone informate sui fatti dai pm di Brescia. La Procura indaga sull’accusa di corruzione per l’archiviazione dello stesso Sempio, ora di nuovo indagato nel caso del delitto di Garlasco.

Soldani e Grassi in Procura a Brescia, attesa per Lovati

Federico Soldani e Simone Grassi, i due ex legali di Andrea Sempio, vengono sentiti come persone informate sui fatti dalla Procura a Brescia. Quest’ultima sta indagando sull’accusa di corruzione nell’ambito dell’archiviazione di Sempio (che poi è stato nuovamente indagato) nell’indagine aperta nel dicembre 2016 e chiusa il 23 marzo 2017.

Massimo Lovati, che all’epoca faceva parte del pool di difensori di Andrea Sempio assieme a Soldani e Grassi, secondo Chi l’ha visto sarebbe stato convocato per giovedì 13 novembre.

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Massimo Lovati

L’indagine della Procura di Brescia

Nella nuova indagine della Procura di Brescia sono indagati l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti e Giuseppe Sempio, rispettivamente come presunti corrotto e corruttore.

Secondo la tesi accusatoria Giuseppe Sempio, padre di Andrea, indagato per l’omicidio in concorso di Chiara Poggi, avrebbe pagato per ottenere l’archiviazione del figlio nel 2017. Lui, invece, sostiene che i soldi (quantificati tra i 55 mila e i 60 mila euro) siano serviti per pagare il pool difensivo.

I verbali dei genitori di Sempio e le versioni degli avvocati

Come riportato ancora da AGI, Daniela Ferrari, la madre di Andrea Sempio, ha messo a verbale il 26 settembre: “Abbiamo saputo della vicenda di mio figlio il 23 dicembre 2016 dalla tv. Ci siamo rivolti all’avvocato Soldani il quale, dopo qualche giorno, ha chiesto telefonicamente a mio marito subito una cifra in contanti di duemila euro. Soldani ci ha detto che poi avrebbe collaborato con lui l’avvocato Grassi”.

Alla domanda se lei e il marito si fossero domandati a cosa servisse il denaro che gli avvocati chiedevano, la madre di Sempio aveva risposto: “Ci dicevano che ci servivano per le carte. Dagli avvocati ci andavano sempre mio marito e mio figlio e quando tornavano ci dicevano che gli servivano per le carte”.

Il 26 settembre gli investigatori hanno sentito Giuseppe Sempio e lo hanno incalzato: “Visto che l’archiviazione è arrivata circa tre mesi dopo l’iscrizione, non è strano aver speso quella cifra (55-60 mila euro, ndr) per tre avvocati per tre o quattro mesi?”. La risposta: “Noi eravamo nelle loro mani e non sapevamo una virgola di cosa facessero, eravamo in loro balia”.

Massimo Lovati ha ammesso i pagamenti in “nero” mentre Grassi ha dichiarato ai media che la sua retribuzione “è stata l’esposizione mediatica in televisione e sui giornali” e non il denaro.

Sulla possibilità di essere ascoltato a Brescia, a Mattino Cinque, martedì 11 novembre, Lovati ha dichiarato: “Io di Brescia non ne voglio sapere niente, mai ci andrò qualora non mi convocassero. Io non vado da nessuna parte. Anzi, più lontano ci sto e meglio è. Se vogliono sentirmi mi sentono, altrimenti ne faccio a meno. Anzi, preferisco. Che non mi rompano le scatole. Se non mi chiamano, non dico più niente. Se mi chiamano sono pronto a dire la verità”.

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