Genoa - Inter, ultras scatenano la guerriglia e scagliano un cartello stradale contro la polizia: 5 arresti

Cinque ultras genoani arrestati per i disordini prima di Genoa–Inter: violenze e danni ricostruiti grazie alle indagini della DIGOS.

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È di cinque arresti il bilancio dell’operazione condotta dalla Polizia di Stato per i disordini avvenuti prima della partita Genoa–Inter. Gli arrestati, tutti ultras genoani, sono stati individuati grazie a un’articolata attività investigativa che ha permesso di ricostruire le violenze commesse il 14 dicembre nei pressi dello stadio Luigi Ferraris. L’operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica e dalla Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione.

Le indagini e la ricostruzione dei fatti

Stando alle informazioni pubblicate sul sito della Polizia di Stato, la DIGOS della Questura di Genova ha dato esecuzione, nelle prime ore della mattina del 16 dicembre 2025, a cinque arresti in flagranza differita. I destinatari dei provvedimenti sono stati individuati come responsabili delle azioni violente che hanno preceduto l’incontro calcistico tra Genoa e Inter, svoltosi domenica 14 dicembre.

L’attività investigativa, avviata immediatamente dopo i fatti e proseguita senza interruzioni, ha permesso agli inquirenti di ricostruire le singole condotte criminose. Decisivo è stato l’utilizzo delle immagini di videosorveglianza cittadina e dell’impianto sportivo, oltre alla documentazione della Polizia Scientifica, che hanno consentito di identificare i protagonisti dei disordini.

Chi sono gli arrestati

I cinque soggetti arrestati sono tutti cittadini italiani residenti in zona, con età compresa tra i 23 e i 47 anni. Uno di loro era già stato sottoposto in passato a misura di sorveglianza speciale ed è attualmente destinatario di un avviso orale del Questore; un altro è colpito da un DASPO Urbano. Gli altri risultano già noti alle forze dell’ordine per reati contro la persona, contro il patrimonio e contro la pubblica amministrazione.

I reati contestati

Gli arrestati sono indagati per travisamento con uso di caschi o cappucci, resistenza a pubblico ufficiale aggravata e in concorso, violazioni della normativa sulle manifestazioni sportive e danneggiamento aggravato. Le indagini hanno immortalato gli indagati mentre mettevano in atto condotte di estrema violenza: uno di loro è stato ripreso nell’atto di scagliare con forza un cartello di segnaletica stradale in metallo contro la Forza Pubblica, schierata a protezione del settore ospiti e a separazione tra le tifoserie.

Gli altri sono stati documentati mentre brandivano aste, bastoni e cinghie, utilizzati per colpire gli operatori di polizia. Il contesto è stato descritto come caratterizzato da aggressività organizzata e reiterata, con totale sprezzo per l’incolumità pubblica. Gli ultras hanno agito incuranti della presenza di veicoli privati e persone bloccate nella congestione viabilistica, colpendo anche le auto pur di farsi strada e raggiungere la Forza Pubblica.

Le modalità dell’operazione

L’operazione di polizia giudiziaria è stata condotta entro i tempi previsti dalla legge per la flagranza differita, grazie anche all’analisi delle immagini e alla conoscenza approfondita del mondo ultras da parte degli operatori. L’attività ha permesso di raccogliere elementi probatori sufficienti per procedere agli arresti e per avviare ulteriori indagini volte a identificare altri responsabili dei disordini e dei danni causati nell’area dello stadio.

Le conseguenze e le indagini in corso

I cinque arrestati sono stati associati presso le Case Circondariali di Marassi e Alessandria. Le indagini della DIGOS proseguono per completare il quadro delle responsabilità e per identificare eventuali altri soggetti coinvolti nei reati commessi prima della partita.

Polizia repertorio IPA

Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.