Giancarlo Tulliani latitante, sequestro da 2,2 milioni di euro al cognato di Fini condannato per riciclaggio
Nel 2024 Giancarlo Tulliani è stato condannato in primo grado a 6 anni di reclusione, il cognato di Gianfranco Fini è attualmente latitante a Dubai
Lo Scico della Guardia di Finanza ha eseguito un decreto di sequestro per oltre 2,2 milioni di euro nei confronti di Giancarlo Tulliani, cognato dell’ex presidente della Camera Gianfranco Fini. Nel 2024 l’uomo è stato condannato in primo grado a 6 anni di reclusione, ma è attualmente latitante a Dubai.
- Il sequestro milionario a Giancarlo Tulliani
- La condanna alla reclusione
- L'inchiesta su Giancarlo Tulliani
Il sequestro milionario a Giancarlo Tulliani
Il Servizio Centrale di Investigazione sulla Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza ha sequestrato a Giancarlo Tulliani una villa a Roma, conti correnti in Italia e all’estero e due autovetture di cui una di lusso, per un valore complessivo di circa 2,2 milioni di euro.
Come riporta Il Fatto Quotidiano, il sequestro è stato emesso dal Tribunale di Roma, su proposta dei pm della Direzione Distrettuale Antimafia, e trae origine da un’inchiesta giudiziaria che nel 2017 portò all’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei componenti di un’associazione a delinquere a carattere transnazionale, dedita alla commissione dei reati di peculato, riciclaggio e sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte.
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Elisabetta Tulliani e Gianfranco Fini in una foto del 2010
In una nota si legge che “il profitto illecito dell’associazione, oggetto di riciclaggio, veniva impiegato, oltre che in attività economiche e finanziarie, anche nell’acquisizione di immobili da parte della famiglia Tulliani, in particolare Giancarlo”.
“Quest’ultimo, dopo aver ricevuto, direttamente o per il tramite delle loro società offshore, ingenti trasferimenti di denaro di provenienza illecita, privi di qualsiasi causale o giustificati con documenti contrattuali fittizi, ha trasferito – si legge ancora – le somme all’estero, utilizzando i propri rapporti bancari. Proventi illeciti venivano reimpiegati in acquisizioni di beni immobili e mobili, sottoposti a sequestro dalla Guardia di Finanza”.
La condanna alla reclusione
Il 30 aprile 2024, il processo di primo grado si è concluso con la condanna di Giancarlo Tulliani a 6 anni di reclusione per il reato di riciclaggio.
Nella stessa sentenza, l’ex presidente della Camera Gianfranco Fini è stato condannato a due anni e otto mesi, sua moglie Elisabetta Tulliani a 5 anni e sei anni al padre Sergio Tulliani.
L’accusa aveva chiesto otto anni per Fini, nove anni per la moglie e dieci per il suocero e il cognato.
L’inchiesta su Giancarlo Tulliani
La vicenda giudiziaria è nata nel 2016 con l’operazione “Rouge et Noir” della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma. Sempre Il Fatto Quotidiano riporta che al centro dell’inchiesta c’era la compravendita di un appartamento di 45 metri quadri nel centro del principato di Monaco, lasciato in eredità nel 1999 dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale, allora partito di Fini.
L’immobile era stato acquistato a giugno 2008, per trecentomila euro, da una società offshore riferibile a Gianfranco Tulliani, la Printemps Ltd. A sua volta, nell’ottobre dello stesso anno, la Printemps lo aveva girato a 330mila euro alla Timara Ltd, riconducibile a Elisabetta.
Secondo l’accusa, il prezzo di quest’ultima transazione fu saldato con denaro di provenienza illecita appartenente a Francesco Corallo, imprenditore del settore delle slot machine. Rivenduto sul mercato nel 2015, lo stesso immobile fruttò un milione e 360mila dollari, con una plusvalenza di oltre un milione.
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