Giorgetti risponde alle critiche sulla Manovra: "Chi guadagna 2mila euro al mese non è ricco"
Difendendo la Manovra finanziaria, il Ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha affermato che chi guadagna 2mila euro al mese non è da considerare ricco
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha risposto alle critiche di istituzioni e opposizioni sulla Manovra, che dedicherebbe buona parte delle risorse del taglio delle tasse al 20% più ricco delle famiglie. Il ministro ha ribadito che l’intervento del Governo punta al ceto medio e che dei ceti meno abbienti l’Esecutivo si è occupato negli anni passati.
- Giorgetti difende la Manovra
- Giorgetti: "Se uno guadagna 2mila euro non è ricco"
- Gli interventi sul ceto medio
Giorgetti difende la Manovra
Durante un intervento al Festival dei Territori Industriali a Bergamo, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha difeso il taglio dell’aliquota Irpef del secondo scaglione, quello tra 28mila e 50mila euro lordi all’anno di stipendio.
Il ministro ha ribadito che l’intervento punta ad arricchire il ceto medio. Nei giorni scorsi, durante le audizioni in parlamento, Istat, Banca d’Italia, Ufficio parlamentare di bilancio e Corte dei Conti avevano analizzato la Manovra, rilevando uno sbilanciamento delle risorse.
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Secondo i calcoli di queste istituzioni l’85% delle risorse stanziate per il taglio dell’Irpef sarebbe andato al 20% delle famiglie più ricche tra quelle che avrebbero giovato della norma.
Giorgetti: “Se uno guadagna 2mila euro non è ricco”
Giorgetti ha difeso l’impianto dato alla riforma dell’Irpef dal Governo, cercando di fare chiarezza sui numeri dati in audizione da Bankitalia e Corte dei Conti:
Bisogna capire cosa si intende per ricco: se uno che guadagna 45mila lordi, quindi circa 2mila netti, lo è, hanno una percezione della realtà un po’…
Il ministro dell’Economia ha quindi ricordato che gli interventi sull’Irpef servono soprattutto a rendere stabile il cuneo fiscale, elemento non preso in considerazione, secondo lui, dalle analisi di Bankitalia e della Corte dei Conti.
Gli interventi sul ceto medio
Giorgetti ha quindi tenuto a ricordare che, negli anni passati, il Governo è intervenuto con altre riforme dell’Irpef che riguardavano anche gli scaglioni più bassi:
Siamo intervenuti sul ceto medio: negli anni scorsi si è intervenuto sui ceti più deboli, con diversi provvedimenti. Quest’anno abbiamo coperto anche la fascia dei redditi fino a 50mila euro. Mi sembra una logica nell’orizzonte pluriennale sensata.
Nella Manovra del 2024 il Governo ha attuato la riforma fiscale, portando l’Irpef all’attuale assetto a tre scaglioni tassati con altrettante aliquote. In quella del 2025 questa misura era stata resa strutturale.
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