Giorgia Meloni ad Atreju attacca Elly Schlein e poi dice: "Io sola? Ho un messaggio per tutti voi"
Giorgia Meloni ad Atreju attacca Elly Schlein parlando di "nannimorettismo", conferma il sostegno all'Ucraina e ringrazia il palestinese Abu Mazen
Giorgia Meloni è intervenuta alla giornata di chiusura di Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia a Roma. “Mando un messaggio a tutti quelli che continuano a dire la Meloni è sola: signori guardatevi intorno…”, ha detto la premier, ringraziando tutto il partito a partire dai giovani che l’hanno organizzato. Poi l’attacco alla segretaria del Pd Elly Schlein: “Con il suo nannimorettismo da mi si nota di più se vengo o sto in disparte o se non vengo per niente ha comunque fatto parlare di noi”.
- L'intervento di Giorgia Meloni ad Atreju
- L'attacco a Elly Schlein
- Meloni su riforme e referendum
- Meloni su Ucraina, Usa, Europa e Palestina
L’intervento di Giorgia Meloni ad Atreju
Giorgia Meloni è salita sul palco di Atreju in occasione della giornata di chiusura dell’evento.
“Grazie al centrodestra, l’Italia può contare su una coalizione che non vuole ravanare qualche poltrona ma mettere al servizio della nazione una visione condivisa sulla libertà, la responsabilità, l’amore. Non siamo una somma di disperazioni o un incidente della storia. Sono orgogliosa dei miei alleati e di quello che stiamo facendo insieme”, ha detto la premier.
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L’intervento di Giorgia Meloni ad Atreju
Poi la presidente del Consiglio ha continuato: “Dirò qualcosa che gli italiani hanno ampiamente visto e cioè che le ammucchiate sono quelle che la sinistra ha fatto per anni in Parlamento e tenta ancora oggi di replicare pur di gestire il potere. Ed è un comportamento anni luce distante da quello che noi facciamo qui”.
L’attacco a Elly Schlein
Giorgia Meloni ha ringraziato i politici, come Giuseppe Conte e Matteo Renzi, che hanno partecipato ad Atreju e ha riservato una staccata all’unica assente, la segretaria del Pd Elly Schelin.
“Voglio ringraziare i tanti leader delle opposizioni che hanno partecipato, Conte, Bonelli, Renzi, Marattin Calenda, Magi e voglio ringraziare anche Elly Schlein che con il suo nannimorettismo ‘mi si nota di più se vengo o sto in disparte o se non vengo per niente’ ha comunque fatto parlare di noi”. Poi ha aggiunto: “La cosa divertente è che il presunto campo largo l’abbiamo riunito noi e quella che dovrebbe federarli è l’unica che non si è presentata”.
Dalla Meloni è arrivata più di una frecciata alla sinistra e al Pd in generale: “La sinistra che oggi si indigna per la cessione del gruppo Gedi, quando chiudeva Stellantis ed erano gli operai a perdere il lavoro, tutti muti. Anche Landini che faceva interviste a Repubblica, tutti muti. C’è il tasso di disoccupazione più basso da decenni, penso che se ne siano accorti anche gli iscritti alla Cgil visto il totale fallimento dell’ennesimo sciopero di venerdì”. Altre frecciatine sono arrivate da Matteo Salvini, che durante il suo intervento ha attaccato Roberto Saviano e Francesca Albanese.
Meloni su riforme e referendum
“Avanti con il premierato che restituirà agli italiani il banale e sacrosanto diritto di scegliere, per mettere fine ai giochi di palazzo che hanno permesso alla sinistra di restare abbarbicata alla poltrona. Avanti con l’autonomia differenziata e Roma capitale”, ha detto la Meloni parlando delle riforme.
Quanto al referendum ha invitato a non farne una questione pro o contro il governo: “Fregatevene della Meloni, tanto questo governo rimane in carica fino alla fine della legislatura, i governi passano ma le leggi rimangono e incidono sulla vostra vita. Votate per voi stessi e i vostri figli”. Tra il pubblico, del resto, c’era la figlia Ginevra con l’ex compagno Andrea Giambruno.
C’è stato poi anche un riferimento alla questione sicurezza: “Vogliamo andare avanti con ancora più decisione nel costruire una nazione sicura. Bisogna affrontare con forza il fenomeno dei ‘maranza’ perché chi coltiva odio e violenza nelle nostre strade non deve più poter contare sull’impunità. L’Italia non è più la Repubblica delle banane che piaceva tanto alla sinistra”
Meloni su Ucraina, Usa, Europa e Palestina
“Dal primo giorno siamo stati al fianco del popolo ucraino che combatte contro il neo-imperialismo di stampo sovietico della Russia, perché nessuno qui ha nostalgia dell’Unione Sovietica che ha calpestato mezza Europa per mezzo secolo. E per questo noi continueremo a farlo per senso di giustizia, ma soprattutto per difendere il nostro interesse nazionale e la nostra sicurezza”, ha spiegato la Meloni.
La premier ha poi sottolineato che “l’Europa non è al tramonto, non è una caricatura, un museo del passato, ha ancora una missione e non chiede il permesso di esistere neanche alle istituzioni che la governano”.
Poi ha fatto un passaggio sulla questione palestinese: “Permettetemi di ringraziare ancora il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen, per la sua presenza qui ad Atreju, che fa giustizia delle accuse vergognose di complicità in genocidio che una sinistra imbarazzante ci ha rivolto per mesi”.
Sul rapporto con gli Stati Uniti e la difesa europea ha detto: “Abbiamo parlato in tempi non sospetti della necessità di rafforzare la nostra capacità di difesa e sicurezza e rivendicato quando nessuno lo faceva la necessità di creare finalmente una norma europea della Nato di pari forza e di rispetto a quella americana in grado di parlare a pieno titolo con tutte le potenze del mondo come conviene a una gloriosa civiltà come quella europea che significa anche rafforzare il dialogo con gli Stati Uniti ma in un dialogo tra pari e non in condizioni di subalternità”.
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