Giorgia Meloni contro Brunetta per l'aumento dello stipendio, presidente del Cnel ci ripensa dopo il caos

Caos sull’aumento dello stipendio ai vertici del CNEL: Giorgia Meloni lo giudica “inopportuno”. Dopo le polemiche, Renato Brunetta fa dietrofront

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Dopo l’annuncio di Renato Brunetta e del CNEL sull’aumento dello stipendio per i vertici, Giorgia Meloni avrebbe reagito con irritazione. Secondo fonti vicine alla premier, la presidente del Consiglio avrebbe definito la decisione “inopportuna” e “non condivisibile”. A seguito del caos mediatico, alimentato anche dalle critiche arrivate dalle opposizioni, Brunetta ha optato per un dietrofront, comunicato con una nota ufficiale.

Giorgia Meloni contro Renato Brunetta: l’irritazione della premier

La decisione del CNEL, presieduto da Renato Brunetta, di approvare un aumento dello stipendio per i propri vertici avrebbe irritato Giorgia Meloni.

Fonti vicine a Palazzo Chigi riportano che, ricevuta la notizia dell’aumento, la premier avrebbe reagito con ira.

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Dopo le polemiche, Brunetta ha revocato la decisione

Sebbene manchino al momento dichiarazioni ufficiali, le stesse fonti riferiscono che, per Meloni, la decisione è “inopportuna” e “non condivisibile”.

Critiche dalle opposizioni

Se da parte di Giorgia Meloni non è arrivata una presa di posizione pubblica contro Brunetta, le opposizioni hanno invece commentato con toni molto duri.

Matteo Renzi ha attaccato direttamente la premier: “Dice la Meloni che lei non farà mai quello che ho fatto io. Per una volta ha detto il vero. Io volevo abolire il Cnel, lei invece lo ha riempito di soldi e ci ha messo alla guida il pensionato d’oro Renato Brunetta. Il ceto medio paga le tasse, il Cnel le spende per Brunetta”.

Duro anche Nicola Fratoianni, che ha affermato: “Brunetta si è aumentato lo stipendio da 250mila a 310mila euro l’anno. E con lui tutti i suoi dirigenti, facendo raddoppiare la spesa per le retribuzioni del Cnel. Ed è proprio lo stesso Brunetta che si è duramente opposto al salario minimo di 9 euro lordi l’ora”.

L’opinione della Lega

Anche la Lega ha sostenuto la posizione di Giorgia Meloni criticando apertamente la decisione di Renato Brunetta.

“Gli aumenti in piena autonomia degli stipendi al Cnel, a partire dal presidente Renato Brunetta, sono da riconsiderare”, ha infatti affermato la deputata Tiziana Nisini

Il dietrofront di Brunetta

Dopo la reazione di Giorgia Meloni e le critiche da parte di Lega e opposizioni, Renato Brunetta ha condiviso una nota ufficiale, revocando formalmente la decisione.

“Come presidente del CNEL (…) non voglio in alcun modo che dall’applicazione legittima di una giusta sentenza della Corte Costituzionale derivino strumentalizzazioni in grado di danneggiare la credibilità dell’istituzione che presiedo”, si legge nella nota, secondo quanto riportato da LaPresse.

“Per queste ragioni provvederò a revocare con effetto immediato la decisione assunta in Ufficio di Presidenza”, ha concluso Brunetta.

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