Giudice Paolo Adinolfi scomparso, rivelazione di Pietro Orlandi sui resti di Emanuela sotto la Casa del Jazz

Pietro Orlandi commenta gli scavi per la ricerca dei resti di Paolo Adinolfi sotto la Casa del Jazz: "Potrebbe esserci Emanuela", il motivo

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Sotto la Casa del Jazz potrebbero essere stati occultati i resti di Emanuela Orlandi. L’ipotesi arriva dal fratello della ragazza scomparsa nel 1983, Pietro Orlandi, dopo aver appreso la notizia delle ricerche del corpo del giudice Paolo Adinolfi da parte degli investigatori. Orlandi spiega a LaPresse che la sua ipotesi nasce da un vecchio colloquio con un ex magistrato: “Mi disse che proprio lì poteva nascondersi il corpo di mia sorella”. Immediato il commento di Laura Sgrò, avvocata della famiglia Orlandi, che fa riferimento alla seconda inchiesta condotta dal magistrato Giancarlo Capaldo dal 2008 al 2015: tale inchiesta aveva “familiarità con il luogo in cui si scava adesso”, e certi dettagli dell’indagine “meritavano un ulteriore e più attento approfondimento”.

Emanuela Orlandi sotto la Casa del Jazz di Roma?

Giovedì 13 novembre gli investigatori e i cani molecolari hanno avviato gli scavi presso alcuni tunnel di via Cristoforo Colombo, dove sorge la Casa del Jazz, il locale confiscato alla malavita organizzata.

In questi tunnel, alcuni dei quali risalenti all’epoca romana, gli inquirenti stanno cercando i resti del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994.

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Scavi sotto la Casa del Jazz di Roma: gli inquirenti cercano i resti del giudice Paolo Adinolfi, ma secondo Pietro Orlandi in quei tunnel sotterranei potrebbero trovarsi anche i resti della sorella Emanuela

A tal proposito La Presse ha raccolto una dichiarazione di Pietro Orlandi: “Tempo fa parlai con un ex magistrato che stava facendo delle ricerche e che mi disse che proprio lì poteva nascondersi il corpo di mia sorella”, e di ciò l’ex magistrato “era abbastanza convinto”.

Secondo l’ex giudice Guglielmo Muntoni “tutto può essere”. Muntoni ricorda che l’ex boss della Banda della Magliana Enrico Nicoletti in quei sotterranei avrebbe voluto allestire “una cantina di vini”, ma secondo gli investigatori “quelle gallerie sotterranee servivano per nascondere armi, denaro e corpi”.

Il commento dell’avvocata Laura Sgrò

Appresa la notizia degli scavi sotto la Casa del Jazz di Roma, e apprese le dichiarazioni rilasciate dal suo assistito Pietro Orlandi, l’avvocata Laura Sgrò è intervenuta all’Ansa con una dichiarazione.

Sgrò considera “certamente suggestivo” il riferimento alla scomparsa di Emanuela Orlandi nelle operazioni in corso presso via Cristoforo Colombo, quindi fa un riferimento alla seconda inchiesta sul mistero della 15enne di cui non si conosce il destino dal 22 giugno 1983.

La seconda inchiesta, condotta dal 2008 al 2015 dal magistrato Giancarlo Capaldo, “ha familiarità con il luogo in cui si scava adesso” e per questo i dettagli emersi “un ulteriore e più attento approfondimento”.

La scomparsa del giudice Paolo Adinolfi

Il 2 luglio 1994 Paolo Adinolfi stava uscendo dalla sua abitazione di via della Farnesina. Prima di uscire aveva riferito alla moglie, Nicoletta Grimaldi, che sarebbe rientrato per pranzo. Ma il giudice non fece mai ritorno.

Secondo le indagini quella mattina, tra le varie ipotesi, la scomparsa di Adinolfi potrebbe essere legata al suo precedente incarico come presso la Sezione Fallimentare del Tribunale Civile di Roma. Nella suddetta sezione Adinolfi si occupò di molti casi e il suo lavoro, proprio come funziona ancora oggi, spesso porta a direzioni che incrociano le trame della criminalità.

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