Giuseppe Cavo Dragone criticato dalla Lega per la frase sugli attacchi alla Russia: "Serve responsabilità"
La Lega insorge contro le parole dell'ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, comandante Nato, che ha ipotizzato cyber-attacchi preventivi contro la Russia
Mentre l’Ue cerca di strappare concessioni per l’Ucraina, puntando ad allargare le maglie del piano di pace di Donald Trump, diventano un caso le dichiarazioni dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone sull’ipotesi di un attacco preventivo alla Russia nel contesto di una guerra ibrida. Mosca parla di un “passo estremamente irresponsabile”, mentre in Italia la Lega insorge invocando “responsabilità” e “non provocazioni”. Antonio Tajani, leader di Forza Italia, fa il pompiere parlando di “tempesta in un bicchiere d’acqua”.
- Cosa ha detto Giuseppe Cavo Dragone
- La Lega condanna le parole di Giuseppe Cavo Dragone
- Antonio Tajani e Guido Crosetto fanno i pompieri
- Ipotesi attacchi preventivi della Nato alla Russia
- Cavo Dragone e la nuova leva militare
Cosa ha detto Giuseppe Cavo Dragone
Giuseppe Cavo Dragone non è solo un ammiraglio italiano, essendo soprattutto il capo del comitato militare della Nato. Le sue parole, rese in un’intervista al Financial Times, dunque, hanno un peso doppio. La sua intervista, va specificato, è stata concessa il 18 ottobre. Dunque prima degli ultimi negoziati di pace.
Fino ad oggi l’Ue è stata sostanzialmente passiva nel subire attacchi informatici, sabotaggi e violazioni dello spazio aereo da parte della Russia.
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L’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, presidente del comitato militare Nato
Cavo Dragone, in sintesi, ha dichiarato che l’Alleanza sta valutando azioni più decise, inclusa la possibilità di un cyber-attacco preventivo.
La Lega condanna le parole di Giuseppe Cavo Dragone
Non ci sta soprattutto la Lega, il partito dalle posizioni più morbide nei confronti della Russia (si ricordi la foto di Salvini a spasso per la Piazza Rossa con indosso la maglietta di Putin). Così scrive il Carroccio in una nota affidata ai social:
Mentre Usa, Ucraina e Russia cercano una mediazione, gettare benzina sul fuoco con toni bellici o evocando “attacchi preventivi” significa alimentare l’escalation. Non avvicina la fine del conflitto: la allontana. Serve responsabilità, non provocazioni.
La linea leghista rimarca la distanza crescente dal resto dell’esecutivo, che continua a sostenere Kiev e a muoversi cercando la difficile mediazione fra le posizioni Usa (resa totale dell’Ucraina) e le posizioni Ue (pace giusta).
Dal vertice dell’esecutivo non sono arrivate dichiarazioni ufficiali fino al 2 dicembre, quando Guido Crosetto è intervenuto ai microfoni del Tg5, difendendo Dragone. La scelta dell’Ammiraglio di non ritrattare crea comunque ulteriore frizione, soprattutto mentre la maggioranza è chiamata a votare il decreto sull’invio di armi all’Ucraina fino al 2026.
A caldo, la prima domanda finita sul tavolo del presidente del comitato militare Nato è stata “Smentirete?”. La risposta è stata un secco no. È il quotidiano La Stampa a svelare un retroscena sulla vicenda: secondo l’esecutivo, “non si parla di certe cose – come rivela il giornale – ma se serve, si fanno“.
Antonio Tajani e Guido Crosetto fanno i pompieri
Per Antonio Tajani, l’intervista dell’ammiraglio Cavo Dragone al Financial Times “ha creato più clamore di quanto fosse il vero contenuto delle sue parole. Ha detto dobbiamo avere una posizione attiva nel proteggere la Nato, l’Europa e l’Occidente da eventuali attacchi. Mi sembra che sia una tempesta in un bicchiere d’acqua“.
Il vicepremier e ministro degli Esteri, a margine dell’assemblea di Alis, ha aggiunto che “bisogna riflettere sulle parole esatte che l’ammiraglio Cavo Dragone ha detto in inglese e non sulla traduzione italiana“.
Ipotesi attacchi preventivi della Nato alla Russia
Questi, in sintesi, i tre pilastri ipotizzati dalla Nato come attacchi preventivi alla Russia:
- cyber guerra, ovvero localizzare e neutralizzare i centri da cui vengono condotti attacchi informatici contro obiettivi Ue;
- manipolazione dell’opinione pubblica, cioè contrastare in origine i tentativi di interferenze su elezioni e processi democratici;
- controllo dello spazio aereo, ossia definire protocolli di prevenzione rispetto a droni o velivoli con rotta sospetta, valutando interventi anche prima dell’ingresso nello spazio Nato.
Cavo Dragone e la nuova leva militare
Ma di Giuseppe Cavo Dragone si torna a parlare anche per la sua visione sul futuro delle Forze Armate. Secondo l’ammiraglio, l’Italia dovrebbe dotarsi di un esercito di professionisti da reclutare tramite leva militare volontaria. La Difesa italiana – dice – dovrebbe essere composta da profili di alto livello, capaci di fronteggiare attacchi informatici dando risposte coordinate a livello internazionale.
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