Giuseppe Conte ad Atreju contestato su centri migranti in Albania e magistratura, ma lancia una stoccata al Pd

Applausi e fischi per Giuseppe Conte ad Atreju: "Col Pd non siamo alleati. Qui la sedia vuota importante è quella di Giorgia Meloni, padrona di casa"

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Giuseppe Conte è stato ospite ad Atreju, la kermesse di Fratelli d’Italia in corso a Roma. Il leader del M5s dal palco ha toccato tanti argomenti partendo dai centri per migranti in Albania (“Non funzionano”) e più in generale sulla gestione dei migranti da parte del governo di centrodestra definita “un fallimento totale”. Poi una stoccata al Pd e alla segretaria Elly Schlein, assente: “Qui la sedia vuota importante è quella di Giorgia Meloni”, ha detto l’ex premier.

Giuseppe Conte ad Atreju, applausi e fischi

Sabato ad Atreju è stata la giornata del leader dell’opposizione. Oltre a Giuseppe Conte, infatti, si sono alternati sul palco Riccardo Magi (+Eu), Matteo Renzi, autore di un vero e proprio show sulle riforme e di un confronto serrato con la ministra Casellati, Carlo Calenda (Az) e Angelo Bonelli (Avs).

L’unica assente è stata, ed era cosa nota, Elly Schlein: la segretaria del Pd ha declinato l’invito a causa del mancato confronto con la premier Giorgia Meloni.

 Atreju Giuseppe ConteANSA

Giuseppe Conte sul palco di Atreju

Per il leader del M5s sono arrivati fischi su alcuni argomenti, come i migranti e la politica estera, ma anche applausi quando Conte è intervenuto sul Superbonus, chiamando in causa l’ex premier Mario Draghi.

“Da quando è iniziata questa Commissione Covid, non ho mai sentito nominare il nome di Draghi. Avete un problema con Draghi? L’obbligo vaccinale e il green pass sono stati introdotti dal governo Draghi, non da me”. Al termine dell’intervista, Conte è stato salutato dalla platea con un applauso, prima di fare un giro tra gli stand scattando foto con i militanti di FdI.

Conte sui centri migranti in Albania

Giuseppe Conte è stato contestato soprattutto sul tema dei migranti. “I centri in Albania non funzionano”, ha detto. In generale, secondo il leader pentastellato, la gestione dei migranti del governo di centrodestra è “un fallimento totale. E che fine ha fatto il Piano Mattei? Ce ne avete parlato per due anni” e ora “è affogato nelle acque del Mediterraneo”, ha attaccato.

“Non vorrei rompere il clima di festa ma se volevate sentire altra musica, quella che sentite tutti i giorni non dovevate invitarmi”, ha replicato Conte.

Qualche fischio per Giuseppe Conte durante la sua intervista ad Atreju è arrivato anche quando ha dichiarato che a suo giudizio non è patriottismo “andare a Washington, genuflettersi a Donald Trump e promettere acquisti di gas liquido”.

L’attacco di Conte sulla magistratura

Altro tema caldo è stato quello della magistratura. “Il problema è la lunghezza dei processi, migliorare il servizio giustizia, fare i concorsi per aumentare la pianta organica, dobbiamo investire di più nelle dotazioni informatiche, non c’è nulla di tutto ciò in questa riforma“, ha attaccato.

Secondo Conte “c’è scritto separare le carriere tra Pm e giudici. Ovunque il potere politico vuole separare i Pm dagli organi giudicanti perché un attimo dopo li vuole asservire al governo di turno. L’ha detto Nordio: quando andrete al governo questa riforma sarà confortevole anche per voi”.

Poi il leader M5S ha proseguito: “Il singolo magistrato che si esprime in modo improprio e prende posizioni pubblicamente pregiudiziali è sottoposto a procedimenti ma col nuovo Csm? Se siete una squadra mandate i migliori o fate sorteggiare i giocatori tra serie A, B e C? Non è col sorteggio che si risolve il problema delle correnti, anche i sorteggiati apparterranno a qualche pensiero”, ha concluso.

La stoccata al Pd e a Elly Schlein

A Giuseppe Conte è stato chiesto un commento sull’assenza di Elly Schlein. La segretaria del Pd, infatti, in contemporanea col discorso di chiusura di Giorgia Meloni di domenica riunirà l’Assemblea nazionale dem.

“Qui la sedia vuota importante è quella di Giorgia Meloni, la padrona di casa”, ha puntualizzato Conte. “Mi aveva invitato a venire, aveva esteso l’invito anche a me, e io ho detto di sì. Poteva esserci lei da buona padrona di casa. Però verrà il giorno, io sono sicuro che verrà un giorno in cui faremo questo confronto”, ha aggiunto.

E su una possibile intesa coi Dem, Conte è stato molto chiaro: “Noi siamo disponibili a dialogare con Il Pd e con le altre forze progressiste. Se verrà fuori un’alleanza dipenderà solo dai programmi, se ci verranno scritte le nostre battaglie di sempre, dall’etica pubblica alla legalità, alla giustizia ambientale e sociale. Prima il programma, il candidato verrà dopo”. Ma in generale, ha voluto sottolineare che i 5 stelle “non sono alleati con nessuno”. Tante le provocazioni arrivate dal palco di Atreju: ad esempio, Matteo Salvini ha punzecchiato Francesca Albanese e Roberto Saviano.

Il Pd risponde a Conte sulla coalizione

La risposta del Pd è arrivata tramite le parole del capogruppo Dem al Senato Francesco Boccia: “Conte dice che si farà un’alleanza se ci saranno alcuni punti fermi del programma, io dico la stessa cosa”.

“Si farà una coalizione quando ci saranno i punti fermi. Ricordo che prima” il M5s “non governava nessuna Regione e ora ne governa due, che è in maggioranza in Toscana e ha contribuito a vincere in due Regioni che prima erano a destra, Sardegna e Umbria”, ha aggiunto Boccia.

Infine boccia si è rivolto direttamente all’ex premier: “Mi sento di dire a Conte che quando siamo uniti si vince e si manda a casa la destra. La coalizione c’è, mi pare evidente, i risultati si vedono e ci vuole rispetto per tutti i partiti della coalizione”.

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