Guido Crosetto chiama in diretta Tommaso Labate dopo un sondaggio sulla leva militare: tensione su Rete 4

Scambio tra Guido Crosetto e Tommaso Labate in diretta a Realpolitik: il ministro interviene per delle precisazioni sulla leva militare volontaria

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Polemica di Guido Crosetto in diretta Tv. Il ministro è intervenuto con una telefonata alla trasmissione di Rete 4 Realpolitik, condotta da Tommaso Labate, contestando il sondaggio messo in onda dal giornalista sulla proposta di introduzione della leva militare. “La leva obbligatoria in Italia nessuno la vuole, nessuno ne ha parlato” ha chiarito il titolare della Difesa.

La telefonata di Guido Crosetto su Rete 4

Nella telefonata Crosetto ha tenuto a fare alcune precisazioni riguardo al sondaggio lanciato da Alessandra Ghisleri sulla leva militare obbligatoria, chiedendo agli intervistati se fossero favorevoli o meno.

“È legittimo fare qualunque sondaggio, io posso anche fare un sondaggio chiedendo ‘cosa ne pensate del fatto che Tommaso Labate abbia i capelli verdi?’, ma se Tommaso Labate non ha i capelli verdi diciamo che ho posto la domanda in modo inutile” ha esordito il ministro.

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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto

I chiarimenti sulla leva militare

Al centro della trasmissione di mercoledì 10 dicembre era in discussione la proposta di legge sulla leva militare volontaria che il ministro della Difesa avrebbe intenzione di presentare per una riflessione “sul numero delle forze armate, sulla riserva che potremmo mettere in campo in caso di situazioni di crisi”.

“Io qualche tempo fa ho iniziato a parlare della possibilità di portare in Parlamento un disegno di legge che parli di leva volontaria, per chiedere, al di là di quelli che fanno il militare di professione, se c’è qualcuno in Italia che potrebbe dedicare un anno della sua vita, come succede in tantissime democrazie” alla riserva militare, ha voluto precisare Crosetto.

Le precisazioni del ministro

Si tratterebbe di un servizio nelle forze armate che potrebbe essere fatto in molti modi, ha aggiunto il ministro, ad esempio con dei tecnici o a supporto dei militari, “che non ha nulla a che fare con la preparazione di una guerra, che non ha nulla a che fare con l’idea di entrare in guerra”.

“Il mio lavoro è evitare in ogni modo che questo Paese corra alcun rischio – ha sottolineato Crosetto – In un mondo che ogni tanto perde la ragione, l’Italia è il Paese che cerca di mantenere la ragione, all’esterno nel dialogo con gli alleati, con gli amici e anche con i non amici, e all’interno dicendo ‘non allarmatevi, non c’è nessuno che pensa di obbligare i vostri figli ad arruolarvi‘”.

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