Guido Oppido si difende sul trapianto del bimbo col cuore bruciato, "ho fatto tutto bene, sono una vittima"
Guido Oppido in tv: "Sono la vittima, ho fatto tutto bene". La versione del cardiochirurgo che ha operato il bimbo con il cuore bruciato a Napoli
Il cardiochirurgo Guido Oppido parla per la prima volta a Lo Stato delle Cose e si dice vittima nella vicenda di Domenico, il bambino con il “cuore bruciato“. Il medico respinge le accuse sull’espianto e sul messaggio “ok cuore”, sostiene di aver operato brillantemente tremila bambini in Campania e chiede che siano i giudici a chiarire cosa sia andato storto.
- Bambino con il cuore bruciato, la verità del chirurgo
- Le parole di Guido Oppido
- Il messaggio "ok cuore"
- Le indagini sulla morte di Domenico
Bambino con il cuore bruciato, la verità del chirurgo
Per la prima volta il cardiochirurgo Vincenzo Oppido è intervenuto pubblicamente sul caso di Domenico, il bambino con il “cuore bruciato“, che lo vede al centro dell’indagine. Ha parlato ai microfoni di Lo Stato delle Cose, intervistato da Alessio Lasta, offrendo una versione carica di tensione e amarezza.
Il medico ha respinto ogni accusa e rivendicato il proprio operato, parlando apertamente di un’esposizione mediatica che, a suo dire, gli avrebbe “rovinato la vita”.
ANSALe parole di Guido Oppido
“Ho fatto tutto quello che dovevo fare, e anche bene. Non merito di essere trattato così. Voi giornalisti mi state rovinando la vita, mi avete distrutto la vita” ha sbottato Oppido.
Il chirurgo ha sottolineato di aver eseguito con successo migliaia di interventi. “Tremila ne ho operati, tremila. Tutto questo lo sto passando perché ho provato ad aiutare i figli degli altri, ok? Parli con tutti quelli che ho operato, che sono disperati, che mi stanno tutti vicino”.
Il messaggio “ok cuore”
Al centro delle contestazioni vi è anche un presunto messaggio (“ok cuore”) che, secondo alcune ricostruzioni, avrebbe dato il via libera a velocizzare la procedura di espianto.
“Di tutte queste belle cose ne parleremo con i giudici” ha risposto Oppido. “Io so solamente che le cose le ho fatte bene, quindi io sono la vittima. Cos’è andato storto me lo deve dire lei, non lo so dire cos’è andato storto”.
L’ultimo passaggio chiave riguarda la gestione del materiale utilizzato durante l’intervento. “Qualcuno ha messo del ghiaccio secco al posto del ghiaccio normale, ok? Ne posso avere colpa io? E vi dovete chiedere perché sto passando questo io? Forse qualcuno ha messo qualcosa che non doveva mettere?”
Le indagini sulla morte di Domenico
Il caso del piccolo Domenico, deceduto dopo il trapianto di un “cuore bruciato”, ha innescato una tempesta giudiziaria all’ospedale Monaldi di Napoli. L’Azienda dei Colli ha sospeso i chirurghi Guido Oppido e Gabriella Farina, indagati insieme ad altri quattro colleghi.
Dalle relazioni interne emerge un clima di forte tensione: Oppido è stato descritto come “non collaborativo” e assente alle attività formative, mentre Farina avrebbe ignorato il proprio ruolo di responsabile della lista d’attesa.
La difesa della chirurga respinge le accuse di impreparazione e sposta la responsabilità su Bolzano. Secondo i legali, il personale trentino avrebbe fornito erroneamente anidride carbonica solida al posto del ghiaccio comune, causando così le ustioni fatali all’organo durante il trasporto.
ANSA/Facebook - Liliana Piccolo