Hamza Salama ucciso a Crema a sprangate e coltellate da un 17enne, trovata una delle armi dell'omicidio

I carabinieri di Crema hanno trovato una delle armi usate per uccidere Hamza Salama, il 20enne morto a Crema. L'indagato per l'omicidio ha 17 anni

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Gli investigatori hanno rinvenuto il coltello con il quale il 17enne avrebbe ucciso Hamza Salama, il giovane aggredito mortalmente a Crema, in via Brescia, intorno alle 22:30 del lunedì di Pasquetta. Ma non tutte le armi hanno risposto all’appello: si cerca ancora, infatti, la spranga con la quale l’indagato è stato visto colpire ripetutamente il 20enne durante l’aggressione.

Trovata una delle armi usate contro il 20enne

La notizia arriva dall’Ansa. Mercoledì 8 aprile i carabinieri di Crema, al comando del capitano Antonio Laviola, hanno rinvenuto una delle armi usate per uccidere Hamza Salama, il 20enne lasciato in fin di vita in via Brescia, a Crema, intorno alle 22:30 del 6 aprile.

Si tratta del coltello che il killer ha impugnato insieme a una spranga per infierire su Salama. Non è dato sapere, per il momento, in quale luogo sia stata rinvenuta la lama.

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I carabinieri di Crema hanno rinvenuto una delle armi usate per uccidere Hamsa Salama. Si tratta di un coltello

Come anticipato, tuttavia, non tutte le armi sono state ritrovate: all’appello manca ancora la spranga con la quale il killer ha colpito ripetutamente la vittima, lasciata poi agonizzante sull’asfalto dopo l’arrivo dei testimoni.

Il lavoro degli investigatori continua: i carabinieri di Crema e i militari di Cremona, questi ultimi al comando del colonnello Massimiliano Gerardi, stanno cercando di ricostruire il movente dell’omicidio.

L’omicidio di Hamza Salama

Secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, coordinati dal pubblico ministero Federica Cerio, la vittima conosceva il 17enne arrestato il giorno dopo a Sergnano, dove si era nascosto in casa del fratello.

I due avrebbero avuto un primo diverbio violento nei giardini Margherita Hack e – scrive Il Giorno – si sarebbero dati appuntamento nel dopocena presso i parcheggi di via Brescia, tra il quartiere San Bernardino e il centro di Crema. Quindi il 17enne sarebbe arrivato armato e avrebbe aggredito il 20enne. Testimoni parlano di “un film dell’orrore“. Uno di essi ha raccontato di aver sentito le urla mentre passeggiava con la fidanzata, quindi sarebbe accorso e avrebbe assistito all’intera scena.

Si è messo dunque a gridare, attirando altri residenti che si sono precipitati in strada. Il killer si sarebbe dunque dato alla macchia lasciando la vittima sull’asfalto, ormai in condizioni gravissime. Salama è morto poco dopo all’ospedale.

L’arresto del 17enne

Testimoni della brutale aggressione, oltre ai residenti, sono state le telecamere di videosorveglianza installate nell’area interessata e nei dintorni della stessa. Gli occhi elettronici avrebbero immortalato parte dell’aggressione e della fuga dell’assalitore.

Incrociando le immagini catturate e le parole dei testimoni, i carabinieri sono arrivati in un’abitazione di Sergnano. Quindi hanno arrestato un 17enne con l’accusa di omicidio volontario aggravato. Si era nascosto in casa del fratello. Il giovane non avrebbe opposto resistenza. Repubblica scrive che il 17enne deve rispondere anche di rapina in quanto durante la fuga avrebbe rubato una bici a un passante. Il 17enne è assistito dall’avvocato Vincenzo Giorgio Cotroneo.

Per la giornata di giovedì 9 aprile è atteso davanti al gip di Brescia per la convalida dell’arresto. Nel frattempo il consigliere provinciale di Sinistra Italiana Cremona, Paolo Losco, in un comunicato ha tentato di spegnere le strumentalizzazione della vicenda con una condanna verso “chi aspetta ogni tragedia per piegarla alla propria propaganda o solleticare le proprie convinzioni”. “Di fronte a questa tragedia la prima parola dovrebbe essere rispetto“, ha aggiunto, come riporta Crema Oggi.

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