Il latitante Federico Starnone arrestato in Colombia, i dettagli della cattura dell'uomo della 'Ndrangheta

'Ndrangheta, arrestato in Colombia il latitante Federico Starnone: era l'intermediario che operava con i narcos

Arrestato in Colombia Federico Starnone, latitante considerato un uomo di spicco della ‘Ndrangheta. Il 46enne faceva da intermediario tra i clan calabresi e i narcos sudamericani. Era ricercato dallo scorso giugno ed è stato catturato a Cali dagli uomini della Direzione di intelligence della polizia nazionale colombiana, coadiuvate dalle forze speciali.

‘Ndrangheta, arrestato in Colombia il latitante Federico Starnone

Starnone era stato localizzato più volte negli ultimi giorni. Sapendo di essere braccato, ha cambiato più volte casa nel tentativo di sfuggire alla cattura.

L’ultima localizzazione, quella decisiva per l’arresto, è avvenuta venerdì 8 agosto. Gli uomini dell’intelligence hanno utilizzato anche dei droni durante le ricerche.

Poliziotti pronti a intevenireANSA

Starnone è stato bloccato in un appartamento in un elegante quartiere della capitale del Valle del Cauca. L’arresto dell’uomo della ‘Ndrangheta è collegato alla maxioperazione recente eseguita dalla squadra mobile di Reggio Calabria e dal servizio centrale operativo della Polizia.

Nelle scorse settimane, un blitz ha portato all’esecuzione di oltre 20 arresti nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di far parte di associazioni finalizzate al traffico illecito di sostanza stupefacenti.

Le accuse e la condanna

Secondo l’impianto accusatorio, il 46enne viveva stabilmente in Sudamerica. Nella sua carriera criminale, era riuscito a ritagliarsi il ruolo di intermediario e referente del gruppo calabrese della città di Platì con i narcos colombiani ed ecuadoriani.

A Starnone sono contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di sostanze stupefacenti con le aggravanti connesse a due distinti tentativi di importazione di ingenti quantitativi di cocaina dal Sudamerica.

Nei confronti del 46enne è stata già emessa una sentenza di condanna a 5 anni e mezzo per reati legati alla droga.

Giuseppe Lombardo: “‘Ndrangheta ha 60mila affiliati”

Pochi giorni fa, il procuratore di Reggio Calabria Giuseppe Lombardo, durante una conferenza stampa in cui ha illustrato alcuni elementi dell’inchiesta “Arangea Bis – Oikos” – che ha portato a 54 misure cautelari disposte dal gip -, ha parlato delle ramificazioni della ‘Ndrangheta.

“A questi risultati – ha spiegato Lombardo – non si arriva se non si dispone di strumenti adeguati, di professionalità adeguate e, soprattutto, di organici adeguati a contrastare un fenomeno che è imponente nei numeri e nella sua capacità operativa. Noi lo sappiamo perché questo fenomeno cerchiamo di contrastarlo da anni. Ma sappiamo perfettamente che hanno disponibilità di risorse finanziarie, materiali oltre che di un enorme numero di soggetti affiliati, contigui e collegati che operano all’interno di un sistema che ha determinate logiche mafiose“.

“I numeri sono enormi – ha aggiunto il procuratore – la ‘ndrangheta oggi ha 400 famiglie, ha un numero di affiliati non inferiore a 60mila soggetti e soprattutto non ha spazi territoriali in cui non è presente”.

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