Il video del maxi blitz antimafia a Roma, 14 arresti nel clan Senese e sequestro di orologi da 350mila euro

Maxi operazione contro il clan Senese: 14 arresti per omicidi, estorsioni e traffico di armi a Roma.

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È di 14 arresti il bilancio di una vasta operazione condotta dai Carabinieri nella Capitale contro esponenti dei clan Senese e Di Lauro, accusati di tentato omicidio, estorsione aggravata dal metodo mafioso, porto e detenzione illecita di armi da sparo e tentato sequestro di persona. L’operazione, eseguita all’alba, è stata coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia su delega della Procura della Repubblica di Roma e ha visto coinvolti numerosi reparti speciali dell’Arma.

Un’operazione senza precedenti nella Capitale

Stando alle informazioni pubblicate sul sito dei Carabinieri, il blitz è scattato nelle prime ore di questa mattina, quando i militari del Comando Provinciale di Roma, supportati da personale del GIS, del 1° Reggimento Tuscania, dagli Squadroni Eliportati Cacciatori di Sicilia e Puglia, dal Raggruppamento Aeromobili Carabinieri, da unità cinofile, dalle Aliquote di Primo Intervento di Roma e dalle Squadre Operative di Supporto del Reggimento ‘Lazio’, hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per 14 persone. Il provvedimento è stato emesso dal G.I.P. del Tribunale di Roma su richiesta della DDA.

Le accuse: tentati omicidi, estorsioni e narcotraffico

Le indagini, avviate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma nel dicembre 2022, hanno permesso di raccogliere gravi elementi indiziari a carico degli arrestati. Gli inquirenti contestano loro, a vario titolo, i reati di tentato omicidio (artt. 56, 575 C.P.), porto e detenzione illecita di armi da sparo (artt. 2,4,7 L. 895/67), estorsione aggravata dal metodo mafioso e, in alcuni casi, dal fine di agevolare le attività dell’associazione mafiosa nota come “clan Senese” (artt. 629, 416 bis n.1 C.P.), oltre al tentato sequestro di persona aggravato dal metodo mafioso (artt. 56, 630, 416 bis n.1 C.P.).

Due tentati omicidi nel quartiere Tuscolano-Don Bosco

Tra gli episodi più gravi contestati agli indagati figurano due tentati omicidi avvenuti nel quartiere Tuscolano-Don Bosco nell’aprile e maggio 2023. In entrambe le occasioni sono stati esplosi numerosi colpi d’arma da fuoco, in un contesto di contrasti legati alla gestione del narcotraffico e di altre attività illecite. Le indagini hanno permesso di ricostruire la dinamica degli agguati e di individuare i presunti responsabili, legati alle organizzazioni criminali attive nella zona.

Spaccio di stupefacenti e sequestri di droga

Oltre ai fatti di sangue, l’inchiesta ha documentato una fiorente attività di spaccio di sostanze stupefacenti, in particolare cocaina e hashish. Nel corso delle perquisizioni effettuate durante l’operazione di questa mattina, i Carabinieri hanno arrestato in flagranza altri due soggetti, trovati in possesso di 1,3 kg di cocaina e 300 gr. di hashish. Il sequestro della droga conferma la centralità del traffico di stupefacenti nelle attività criminali dei clan coinvolti.

Estorsione ai danni di un gioielliere e faida tra clan

Un altro episodio emerso dalle indagini riguarda un tentativo di estorsione ai danni di un gioielliere della Capitale. Su questa vicenda convergevano gli interessi sia del clan Di Lauro, attivo nella provincia di Napoli, sia del clan Senese. Un malvivente romano, spacciandosi per emissario della famiglia Senese, avrebbe tentato di estorcere denaro al commerciante, scatenando la reazione violenta sia del sodalizio campano che di quello capitolino, rappresentato da Angelo Senese, fratello del più noto Michele. La vicenda si è conclusa con una richiesta “risarcitoria” di 200 mila euro e una “spedizione punitiva” nei confronti degli incaricati del tentato rapimento, non portato a termine.

Sequestrati orologi di lusso per 350mila euro

Durante le perquisizioni, i militari hanno sequestrato 13 orologi di pregio, per un valore stimato di circa 350mila euro, ritenuti provento di attività illecita. Il materiale sequestrato sarà oggetto di ulteriori accertamenti per risalire alla provenienza e ai canali di riciclaggio utilizzati dalle organizzazioni criminali.

Gli arrestati in carcere in attesa dell’interrogatorio

Al termine delle operazioni, tutti gli indagati sono stati condotti in carcere e sono ora in attesa di essere sottoposti all’interrogatorio di garanzia da parte del G.I.P. del Tribunale di Roma.

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Il presente articolo è stato redatto con l’ausilio di sistemi di intelligenza artificiale e con una successiva verifica e valutazione umana.