Incendio a Malpensa per il cestino a fuoco, il possibile movente della vendetta del 28enne arrestato

Chi è il 28enne arrestato per l'incendio all'aeroporto di Malpensa e qual è il possibile movente

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È un 28enne del Mali con regolare permesso di soggiorno per protezione internazionale sussidiaria l’uomo arrestato per l’incendio divampato all’interno dell’aeroporto di Milano Malpensa. Dalle indagini è emerso il possibile movente del giovane: pochi giorni fa aveva provato a imbarcarsi su un volo per l’Arabia Saudita con un passaporto falso. Mercoledì è tornato, forse per vendicarsi di chi lo aveva respinto, lanciando liquido infiammabile sui banchi del check-in.

Incendio a Malpensa, chi è il 28enne arrestato

Sono stati attimi di paura quelli vissuti da viaggiatori e operatori nella mattinata di mercoledì 20 agosto all’aeroporto di Malpensa, per un piccolo incendio divampato nell’area partenze del Terminal 1.

Ad appiccare le fiamme è stato un uomo di 28 anni originario del Mali, regolare in Italia grazie a un permesso di protezione internazionale sussidiaria valido fino al 2027.

incendio MalpensaANSA/FABIOLA GOMES LEARDINI CONSULENZE - NOEMI DIAS ADVOGADA
 Le fiamme ai banchi del Terminal 1 dell’aeroporto di Malpensa

Si tratta di una forma di tutela che viene concessa a chi, pur non rientrando nei criteri per essere considerato un rifugiato, rischierebbe gravi conseguenze se dovesse tornare nel Paese di provenienza.

Aveva sfondato la vetrina di un negozio a Milano

Il giovane maliano, arrestato dalla polizia, ha un precedente risalente al giorno prima.

Il Corriere della Sera riporta che il 28enne era stato fermato a Milano dai carabinieri dopo aver sfondato con un martello la vetrina di un negozio.

Denunciato, era stato accompagnato al pronto soccorso dell’ospedale Niguarda, poi aveva fatto perdere le sue tracce.

Si tratterebbe di un soggetto in difficoltà, che avrebbe deciso di sfogare la rabbia per la sua situazione in modo violento e distruttivo.

Il possibile movente

Dalle indagini degli investigatori è spuntato il possibile movente del 28enne legato a un sentimento di rivalsa.

Sabato 16 agosto il 28enne aveva tentato di imbarcarsi a Malpensa su un volo diretto in Arabia Saudita.

Dai controlli di sicurezza era emerso però che il passaporto che aveva presentato era falso: il 28enne era stato quindi respinto e il documento sequestrato.

Mercoledì mattina è quindi tornato allo scalo milanese, a quanto pare per vendicarsi di chi lo aveva respinto.

Mescolandosi tra i passeggeri in fila ai check-in, ha dato fuoco al banco con una bottiglia di benzina e preso a martellate i monitor. Quindi l’intervento della polaria e l’arresto.

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