Inchiesta sull'urbanistica a Milano, il Gip dispone 6 arresti: c'è l'assessore Tancredi, cade un'accusa a Sala
Il Gip di Milano ha disposto l'arresto di sei persone nell'ambito dell'inchiesta sull'urbanistica, ma ha fatto cadere un'accusa su Sala e Boeri
Il Gip di Milano Mattia Fiorentini ha accettato la richiesta d’arresto di sei persone nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica a Milano. Tra questi ci sono l’ex assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi, il Ceo di Coima Manfredi Catella e Giuseppe Marinoni. Caduta anche una delle accuse a Sala e a Boeri.
- Gli arresti per l'urbanistica a Milano
- Cade l'accusa di induzione indebita per Boeri e Sala
- Il commento del Gip
Gli arresti per l’urbanistica a Milano
Il Gip di Milano Mattia Fiorentini ha disposto gli arresti domiciliari per l’ex assessore all’urbanistica Giancarlo Tancredi, il Ceo di Coima Manfredi Catella e Giuseppe Marinoni nell’ambito dell’inchiesta sull’urbanistica del capoluogo lombardo.
Insieme a loro sono stati disposti gli arresti per altre tre persone, due ai domiciliari e una, Alessandro Scandurra, in carcere. I provvedimenti sono già stati eseguiti dal nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di finanza.
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Le accuse sono di corruzione, falso e induzione indebita a dare e promettere utilità. Non sono bastate quindi le dimissioni a Giancarlo Tancredi, ex assessore alla Rigenerazione urbana di Milano, a evitare l’arresto.
Cade l’accusa di induzione indebita per Boeri e Sala
Il Gip ha accolto buona parte delle richieste dei pubblici ministeri, sia per quanto riguarda gli arresti, sia per quanto riguarda le accuse rivolte a funzionari e altri personaggi coinvolti nell’inchiesta sull’urbanistica.
Non è però il caso delle accuse per induzione indebita, che erano state mosse, tra gli altri, sia al sindaco di Milano Beppe Sala, sia a Stefano Boeri, famoso architetto che ha realizzato tra gli altri anche il grattacielo Bosco Verticale.
Il caso per cui i due erano stati accusati di questo reato è quello del cosiddetto Pirellino, grattacielo la cui ristrutturazione, mai partita per un contenzioso tra il Comune e la società che se ne occupava, è finita al centro dell’indagine.
Il commento del Gip
Nell’ordinanza di arresto, il Gip ha spiegato quanto emergerebbe dalle indagini, descrivendolo come “un consolidato sistema di corruzione e commistione tra interessi privati e pubblici”.
Lo scopo sarebbe stato quello della spartizione del terreno edificabile a Milano, attraverso la corruzione del presidente della Commissione paesaggio Marinoni.
Lo stesso Marinoni sarebbe stato soggetto alle pressioni di Tancredi e influenzabile dagli altri indagati, spesso legati ad aziende del settore edilizio e dello sviluppo immobiliare lombardo.
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