Influencer Jean Pormanove morto durante una diretta su Kick, aperta indagine su abusi e torture: due accusati

Jean Pormanove, influencer francese, è deceduto a 46 anni dopo una live di 12 giorni. Due persone sono indagate per i maltrattamenti trasmessi online

Jean Pormanove, influencer francese noto per le dirette in cui veniva vessato e umiliato, è morto a 46 anni durante una diretta su Kick durata 298 ore. La procura di Nizza indaga su abusi e torture. Ci sono due accusati.

Jean Pormanove muore in diretta

Raphaël Graven, conosciuto online come Jean Pormanove, è morto a 46 anni durante una diretta streaming sulla piattaforma Kick. La trasmissione, durata 298 ore consecutive, ovvero più di dodici giorni – si è interrotta quando l’uomo era già privo di vita.

La procura di Nizza ha aperto un’inchiesta per chiarire le circostanze della morte e verificare se Graven avesse scelto liberamente di sottoporsi alle violenze trasmesse o se fosse stato costretto. Durante la diretta erano presenti altri due uomini, poi finiti sotto indagine.

Morto Jean PormanoveInstagram Jean Pormanove
 In foto Jean Pormanove

Cosa succedeva nelle live?

Graven era diventato famoso online per i video di umiliazioni e abusi a cui si sottoponeva. Ex militare, fisico gracile, compariva spesso insieme ad altre tre persone: Owen Cenazandotti, noto come “Naruto”, Safine Hamadi, detto “Safine”, e un uomo con disabilità conosciuto come “Coudoux”.

Nei filmati, racconta Le Monde, lui e Coudoux subivano regolarmente maltrattamenti: venivano presi a schiaffi, stretti alla gola, insultati, colpiti con sputi o liquidi versati addosso. In un video diventato virale dopo la morte, gli veniva chiesto di dichiarare che, se fosse morto, sarebbe stato “per la sua salute di m**da” e non per colpa loro.

Nonostante le violenze, le dirette attiravano migliaia di spettatori e donazioni: nell’ultima, il contatore segnava 36mila euro raccolti. I casi di morte in diretta, sotto gli occhi di migliaia di spettatori, continuano ad aumentare.

Indagini in corso: due indagati

Le autorità francesi hanno sequestrato le telecamere e le apparecchiature usate per la diretta, legate a una società riconducibile a Cenazandotti. La ministra per l’Intelligenza artificiale e gli Affari digitali, Clara Chappaz, ha denunciato come Graven fosse stato “umiliato e maltrattato per mesi in diretta su Kick”. La piattaforma australiana ha fatto sapere che collaborerà con la giustizia.

Non è la prima volta che il gruppo finisce sotto accusa: già a dicembre 2024 la polizia di Nizza aveva aperto un’indagine su contenuti simili. Le ipotesi di reato erano di violenza di gruppo e incitamento all’odio contro persone vulnerabili.

Cenazandotti e Hamadi erano stati arrestati. In attesa di sviluppo erano stati rilasciati. Le indagini restano tutt’ora in corso e si uniscono a quelle relative alla morte di Jean Pormanove.

jean-pormanove-influencer Instagram Jean Pormanove