Interferenze da Russia sul gps dell'aereo di von der Leyen, pilota costretto ad atterrare con mappe cartacee
L’aereo che stava trasportando Ursula von der Leyen ha subito un guasto ai sistemi di navigazione satellitare: presunte interferenze dalla Russia
Momenti di tensione durante il viaggio della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. L’aereo che la stava portando a Plovdiv, in Bulgaria, ha subito un guasto ai sistemi di navigazione satellitare attribuito a presunte interferenze dalla Russia. Il pilota, impossibilitato a utilizzare il gps, è stato costretto a sorvolare l’aeroporto per circa un’ora prima di atterrare con l’ausilio delle mappe cartacee.
Paura in aereo per Ursula von der Leyen
Secondo quanto riportato dal Financial Times e confermato da funzionari di Eurocontrol, l’intera area aeroportuale di Plovdiv sarebbe rimasta senza segnale gps nella giornata di ieri, domenica 31 agosto 2025, durante l’avvicinamento del jet che trasportava von der Leyen da Varsavia.
I servizi elettronici di bordo non hanno potuto guidare la discesa e i piloti si sono affidati alle mappe analogiche, ancora presenti in cabina per emergenze di questo tipo.
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Dopo l’atterraggio, von der Leyen ha proseguito il suo programma incontrando il premier bulgaro Rosen Zhelyazkov e visitando una fabbrica di munizioni, nell’ambito del tour nei Paesi dell’Est Europa confinanti con la Russia. Terminata la visita, ha lasciato Plovdiv sullo stesso aereo senza ulteriori problemi.
La possibile interferenza dalla Russia
Le autorità bulgare del traffico aereo hanno confermato l’accaduto, sottolineando come dall’inizio dell’invasione russa dell’Ucraina nel 2022 i casi di disturbo al segnale gps siano in forte aumento.
Si tratta di pratiche note come jamming e spoofing: interferenze che distorcono o bloccano il sistema di navigazione satellitare.
Nati come strumenti militari per proteggere siti sensibili, negli ultimi anni sarebbero stati sempre più utilizzati anche per ostacolare la vita civile, colpendo aerei, imbarcazioni e automobilisti in aree sensibili, soprattutto nel Mar Baltico e nei Paesi dell’Europa orientale.
Alta tensione in Europa
Quanto accaduto si inserisce in quello che è un momento di alta tensione internazionale, con la Von der Leyen che ha ribadito in Bulgaria la volontà dell’Unione europea di usare i profitti derivanti dagli asset russi congelati per finanziare la difesa e la ricostruzione dell’Ucraina, già destinataria di oltre 3,7 miliardi di euro.
Intanto, giovedì è previsto a Parigi un vertice tra il presidente ucraino Volodymyr Zelensky e i leader europei per discutere di garanzie di sicurezza e dei prossimi passi della diplomazia.
Nel frattempo, il presidente russo Vladimir Putin continua ad accusare l’Occidente di voler trascinare Kiev nella Nato, considerandolo una minaccia diretta alla sicurezza di Mosca.
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