Iran, le proteste contro il regime passano dai social: sigarette accese con la faccia dell'Ayatollah Khamenei

Nelle proteste in Iran contro il regime, alcune giovani donne si sono fatte fotografare mentre accendono una sigaretta con la foto dell'Ayatollah

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Accendersi le sigarette bruciando l’immagine dell’Ayatollah Khamenei: è la foto con in cui alcune giovani donne iraniane senza velo si stanno facendo ritrarre mettendo a rischio la propria vita, nel solco delle proteste che da settimane vanno avanti in tutto l’Iran. Un atto di ribellione pericoloso per diversi motivi, che si sta diffondendo sui social nonostante il regime abbia bloccato la connessione nel tentativo di fermare la sollevazione popolare, scoppiata per la crisi economica ma alimentata anche dalla lotta politica.

Le proteste in Iran

Scatenata dai mercanti del Gran Bazar di Teheran, nell’ultimo mese la protesta si è gonfiata sempre di più, diffondendosi in diverse parti dell’Iran e trasformando le contestazioni contro l’inflazione alle stelle in un’ondata di rivendicazioni culturali e sui diritti civili.

Tumulti popolari che non hanno ancora raggiunto la portata delle manifestazioni oceaniche del 2022 per la morte della 22enne Mahsa Amini, ma che stanno raccogliendo le istanze di studenti, minoranze e opposizioni, facendo registrare da circa due settimane violenti disordini in piazza, con scontri e fiamme nelle strade.

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il cartello di un manifestante sulle proteste in Iran

Il bilancio dei morti tra i manifestanti

Sarebbero almeno 46 le città in 21 province iraniane dove sono avvenute le proteste, contro cui il regime ha risposto aprendo il fuoco.

Secondo il bilancio della ong Iran Human Rights, almeno 51 persone sono già state uccise, tra cui 9 minorenni, e in centinaia sono rimaste ferite.

Si tratterebbero però di numeri sottostimati, alla luce anche degli spari sui manifestanti da parte della polizia a Zahedan, nell’Iran sudorientale, e del video pubblicato dal portale Iran International, che mostra cadaveri stesi a terra nell’ospedale Alghadir di Teheran.

Mentre stando alle stime della ong Hrana almeno 2.277 persone sono stae arrestate, il procuratore di Teheran Ali Salehi ha annunciato che alcuni dei dimostranti potrebbero rischiare la pena di morte per atti di vandalismo contro proprietà pubbliche durante le rivolte.

Le sigarette accese contro il regime

Per tentare di nascondere le proteste in Iran e isolare il Paese, il regime ha fatto scattare per 24 ore il blackout di internet e delle reti telefoniche in diverse zone del Paese.

In questo quadro, diverse giovani donne senza velo stanno riuscendo comunque a spingere sui social il trend in cui si fanno fotografare mentre accendono delle sigarette dando fuoco a un’immagine dell’Ayatollah Khamenei.

Un’azione eversiva per diverse ragioni, che farebbe rischiare alle protagoniste una condanna a morte per impiccagione: innanzitutto perché bruciare le immagini della guida suprema rappresenta per la legge iraniana un reato grave, ma anche per la mancanza dell’hijab e per il fumo, limitato da tempo nel Paese per le donne.

iran-proteste-contro-regime IPA/X - Gabriel Alamparte