Irene Pivetti condannata a 4 anni per evasione fiscale e autoriclaggio, a Belve disse di essere innocente
L'ex presidente della Camera è stata condannata a 4 anni anche in Appello, dopo la sentenza di primo grado: l'ultima parola spetterà alla Cassazione
Mercoledì 10 dicembre Irene Pivetti è stata condannata dalla Corte d’Appello di Milano a 4 anni di reclusione per evasione fiscale e autoriciclaggio. Confermata quindi la sentenza di primo grado: l’ex presidente della Camera, in attesa del terzo grado di giudizio, è al centro di un processo su una serie di operazioni avvenute nel 2016 e riguardanti la compravendita di tre Ferrari Granturismo, per un ammontare di circa 10 milioni di euro. Irene Pivetti si è sempre proclamata innocente, anche nell’intervista a Belve concessa a Francesca Fagnani lo scorso novembre.
- Le accuse e la sentenza
- La reazione di Irene Pivetti
- Le dichiarazioni a Belve: "Sono innocente"
- Il caso mascherine
Le accuse e la sentenza
Secondo il pm Giovanni Tarzia, che ha condotto le indagini del Nucleo di polizia economico finanziaria della Gdf, le operazioni relative alla compravendita delle tre auto sarebbero servite per riciclare proventi frutto di illeciti fiscali.
Nell’inchiesta è stato ipotizzato un ruolo di intermediazione di Only Italia, società riconducibile a Irene Pivetti, in operazioni del Team Racing dell’ex pilota Leonardo Isolani, che voleva nascondere al fisco (aveva un debito di 5 milioni di euro) alcuni beni, tra cui le tre Ferrari.
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Le auto sarebbero state al centro di una finta vendita, nel 2016, al gruppo cinese Daohe per essere trasferite in Spagna.
L’unico “bene effettivamente ceduto, ovvero passato” ai cinesi, stando all’accusa, sarebbe stato “il logo della Scuderia Isolani abbinato al logo Ferrari“.
Per la Procura, Isolani e la moglie avrebbero agito per “dissimulare la proprietà dei beni e sottrarli” al fisco, mentre Irene Pivetti avrebbe “acquistato il logo Isolani-Ferrari per cederlo a un prezzo dieci volte superiore al gruppo Dahoe, senza comparire in prima persona”.
Secondo i pm, l’ex parlamentare avrebbe comprato il marchio per 1,2 milioni di euro per rivenderlo alla società cinese a “10 milioni“.
A Irene Pivetti, difesa dall’avvocato Filippo Cocco, sono state concesse le attenuanti generiche mentre è stata condannata al pagamento delle spese processuali.
Fra le pene accessorie:
- interdizione per 5 anni dai pubblici uffici
- interdizione per un anno dal ricoprire uffici direttivi delle imprese, contrattare con la pubblica amministrazione e dalle funzioni di rappresentanza in materia tributaria
- interdizione perpetua dal ricoprire l’incarico di componente della commissione tributaria
Oltre all’ex presidente della Camera, i giudici della Corte d’Appello di Milano hanno confermato anche le condanne a:
- Leonardo ‘Leo’ Isolani, pilota anconetano di rally ed ex campione di Gran Turismo: 2 anni e 4 mila euro di multa (con sospensione condizionale della pena e non menzione sul casellario penale)
- Manuela Mascoli, moglie di Isolani: 2 anni
La figlia della coppia era già stata assolta in primo grado.
La reazione di Irene Pivetti
Irene Pivetti, presente in aula, ha immediatamente commentato la sentenza: “La verità verrà fuori, sono tranquilla, la verità è che io sono innocente”.
E ancora: “Chiunque si sarebbe aspettato un esito diverso, sono curiosa di leggere le motivazioni”.
Le dichiarazioni a Belve: “Sono innocente”
Lo scorso 4 novembre è andata in onda la puntata di Belve, programma di Rai 2 condotto da Francesca Fagnani, con ospite proprio Irene Pivetti.
La giornalista l’aveva incalzata anche sulle vicende giudiziarie in corso, trovando dall’altra la totale professione di innocenza prima della sentenza d’appello:
“Per quanto riguarda il ‘condannata’, è una fase transitoria, siamo in appello e io sono innocente. Il carcere? Bisogna farci fronte se si presenta, non succederà, sono fiduciosa”.
Il caso mascherine
Nel frattempo, l’11 novembre, è iniziato un altro processo: secondo la Procura di Roma, Pivetti non avrebbe versato l’Iva su mascherine anti-Covid ordinate dalla Cina.
Il mancato pagamento ammonterebbe a 1 milione di euro.
L’ex presidente della Camera era già finita a processo, a Milano, per la compravendita delle mascherine, ritenute di scarsa qualità dai pm: dalle indagini sarebbe emerso che la qualità dei prodotti non superasse i 10 milioni di euro, mentre ne erano stati spesi 35.
Pivetti, tra il 2018 e il 2022, è stata amministratrice delegata di una società, la Only Italia Logistics tornata sotto i riflettori per il caso delle Ferrari, attraverso cui l’ex parlamentare avrebbe fatto gli ordini dei prodotti cinesi, prima di fallire per bancarotta.
A Belve aveva dichiarato che “le mascherine tutte regolari e certificate, l’indagine non doveva partire. È stato un trauma”.
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