Israele bombarda per due volte l’ospedale di Gaza, morte almeno 20 persone tra cui cinque giornalisti
Israele ha bombardato l'ospedale principale di Gaza e poi ha colpito di nuovo lo stesso punto, uccidendo almeno 20 persone, tra cui cinque giornalisti
Non si fermano i bombardamenti a Gaza, dove Israele ha colpito due volte lo stesso punto, l’ospedale principale nella parte meridionale di Gaza. Dopo il primo raid, le bombe sono tornate a colpire lo stesso punto, mentre soccorritori e giornalisti si precipitavano ad aiutare i feriti: uccise almeno 20 persone, tra le quali 5 giornalisti.
- Il bombardamento dell’ospedale di Gaza
- I giornalisti uccisi in diretta tv
- Le condanne internazionali
Il bombardamento dell’ospedale di Gaza
Nella giornata di oggi – lunedì 25 agosto 2025 – Israele ha bombardato l’ospedale principale nella parte meridionale di Gaza e poi ha colpito di nuovo lo stesso punto mentre soccorritori e giornalisti si precipitavano ad aiutare i feriti, uccidendo almeno 20 persone, tra cui cinque giornalisti.
Il primo dei bombardamenti ha colpito l’ultimo piano di uno degli edifici dell’ospedale, uccidendo diverse persone, tra le quali il giornalista di Reuters Hussam al-Masri.
IPA
Dopo l’attacco, decine di persone, compresi altri giornalisti, si sono precipitati sul posto per soccorrere i feriti. Dopo neanche un quarto d’ora una seconda bomba ha colpito lo stesso punto.
I giornalisti uccisi in diretta tv
Mentre le operazioni di soccorso procedevano sul luogo era in corso anche una diretta di AlGhad TV, che ha quindi ripreso anche il momento del secondo bombardamento.
Il video mostra operatori della protezione civile, con indosso gilet arancioni, e diversi giornalisti che alzavano le mani per proteggersi pochi secondi prima che la seconda bomba li uccidesse.
Un secondo video, pubblicato poco dopo, ha poi mostrato il risultato del secondo bombardamento: i corpi dei primi soccorritori e dei giornalisti sdraiati uno sopra l’altro, insanguinati e coperti di polvere. Nel secondo attacco sono morti Mariam Abu Dagga, che lavorava per l’Associated Press, il giornalista di Al Jazeera Mohammed Salam; il fotoreporter Moaz Abu Taha e Ahmad Abu Aziz di Quds Feed.
Le condanne internazionali
Il doppio attacco di Israele sull’ospedale e su civili e giornalisti inermi ha avuto come conseguenza la condanna politica internazionale, a partire dal ministro degli Esteri britannico, David Lammy, che su X ha scritto: “Siamo inorriditi dall’attacco israeliano all’ospedale Nasser. Civili, operatori sanitari e giornalisti devono essere protetti. Abbiamo bisogno di un cessate il fuoco immediato”.
Anche Donald Trump, pur senza sbilanciarsi, ha detto di “non essere felice” di quanto accaduto, mentre il presidente francese Macron ha definito l’attacco “intollerabile”.
Sebbene negli ultimi mesi l’esercito israeliano abbia regolarmente bombardato gli ospedali e le strutture sanitare palestinesi, il primo ministro Benjamin Netanyahu ha affermato di essere profondamente dispiaciuto per quello che ha definito un “tragico incidente”.
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