Italdesign Giugiaro ceduta agli indiani di Ust, ma Audi attende l'ok del governo Meloni: cosa può cambiare

Italdesign Giugiaro passa sotto il controllo degli indiani di Ust, accordo con Audi: cosa succede ora e le perplessità dei sindacati

Pubblicato:

Gli indiani di Ust hanno comprato da Audi la maggioranza di Italdesign, la storica azienda automobilistica fondata da Giorgetto Giugiaro nel 1969. L’annuncio dell’accordo è stato dato mercoledì 10 dicembre. Si parla del 65-70% di quote vendute e di un’operazione andata in porto con l’esborso di circa 150 milioni di euro.

Italdesign Giugiaro passa sotto il controllo degli indiani di Ust, accordo con Audi

Audi ha venduto Italdesign alla multinazionale Ust, società globale specializzata in tecnologia, design e ingegneria basata sull’intelligenza artificiale, con sede in California e una presenza rilevante in India.

L’attuale società madre di Italdesign, Lamborghini, parte di Audi Group, manterrà una partecipazione significativa, mentre Audi rimarrà un partner strategico nel lungo termine, oltre che un importante cliente.

Il ceo Antonio CasuANSA
Antonio Casu, ceo di Italdesign

I nuovi proprietari, concluso l’accordo, si sono affrettati a far sapere che non hanno intenzione di chiudere sedi e di effettuare licenziamenti.

Geoffrey Bouquot, cto di Audi, ha spiegato che “da molti anni Italdesign è un partner prezioso nella nostra rete di sviluppo, contribuendo con competenze che spaziano dal design al prototipo e allo sviluppo di serie. Siamo certi che la nostra collaborazione continuerà a generare successo e risultati solidi sotto la nuova struttura proprietaria”.

“Ust – ha proseguito Bouquot – è il partner ideale per rafforzare le solide basi di Italdesign e aprire opportunità di mercato“.

Entusiasmo anche da parte di Ust. Il ceo Krishna Sudheendra: “Iniziamo questo nuovo capitolo insieme. Il nostro ruolo è sostenere la visione di Italdesign, onorarne l’eredità e portare nuove capacità che aiutino il team a crescere ulteriormente. Non vediamo l’ora di lavorare fianco a fianco con Italdesign e i nostri partner all’interno di Audi Group per costruire ciò che verrà”.

Soddisfazione anche da parte del ceo di Italdesign, Antonio Casu: “Questa partnership porterà benefici a tutte le parti coinvolte. Consentirà a Italdesign di accelerare l’espansione del proprio portafoglio di servizi in nuovi mercati e di ottenere una penetrazione più profonda in diversi mercati internazionali”.

“Siamo pronti a guidare il futuro dell’innovazione automobilistica. Insieme, collaboreremo con gli OEM globali per accelerare la loro evoluzione nell’era dei veicoli definiti dal software”, ha commentato Gilroy Mathew, chief operating officer di Ust.

Le perplessità della Fiom

Scetticismo invece da parte della Fiom che ha sostenuto che “restano le incognite sul futuro e sulle prospettive industriali che finora un’eccellenza nazionale come Italdesign ha rappresentato nel campo dell’automotive“.

Dal sindacato hanno inoltre dichiarato che restano anche le incognite sul “mantenimento delle alte competenze e professionalità rappresentate dai lavoratori. L’incertezza ha già portato alla dimissione di decine di ingegneri di altro profilo”.

“Auspichiamo che queste incertezze vengano risolte al più presto, noi vigileremo e faremo di tutto perché questo avvenga. Non possiamo però non sottolineare ancora una volta la totale e imbarazzante assenza delle istituzioni regionali e nazionali, è un’altra occasione persa che speriamo non porti a conseguenze negative in futuro”, hanno concluso dalla Fiom.

A esprimere preoccupazione anche Claudio Nota della Fim: “I lavoratori meritano chiarezza e stabilità. Siamo consapevoli che ci troviamo di fronte a una multinazionale con una limitata conoscenza delle relazioni sindacali“.

Perplessità sono state manifestate anche da Unione Industriali di Torino. Il presidente Marco Gay ha dichiarato che “sicuramente i cambiamenti come quello annunciato oggi sulla catena di controllo di Italdesign e l’incertezza che ne deriva sono fonte di preoccupazione”.

“Ma l’attenzione di un grande gruppo come Ust, il fatto che Lamborghini resti nella compagine azionaria, ci dicono che ci sono opportunità di crescita per il territorio”, ha concluso Gay.

“Il nostro obiettivo è attrarre investimenti in Piemonte e rendere strategica la sede locale della multinazionale”, il commento di Andrea Tronzano, assessore alle Attività produttive della Regione.

Giovedì 11 dicembre, a Moncalieri, è prevista un’assemblea con tutti i lavoratori per illustrare il passaggio di proprietà.

Attesa per l’ok all’operazione del governo Meloni

Ust è una multinazionale da oltre due miliardi di ricavi il cui core business è la trasformazione digitale. Agisce anche nel settore delle tecnologie automotive, in qualità di fornitore di servizi It (sistemi cloud per la customer relation).

Fondata nel 1999, Ust oggi ha oltre 30mila dipendenti in più di 30 Paesi. Ha la sede centrale in California, ma una rilevante presenza in India, uno dei mercati più in crescita per la mobilità.

Ust, prima di chiudere definitivamente l’operazione Italdesign, dovrà ottenere il via libera del governo, ai sensi della normativa golden power a protezione delle aziende strategiche.

Cos’è il golden power

Il Golden Power è l’insieme dei poteri speciali che l’esecutivo italiano può far valere per salvaguardare l’interesse nazionale in settori strategici come difesa, energia, trasporti e telecomunicazioni (inclusi i sistemi 5G), e più recentemente finanza, assicurazioni e infrastrutture critiche.

Questi poteri permettono di bloccare o porre condizioni a determinate operazioni societarie, come l’acquisizione di partecipazioni, se queste minacciano la sicurezza nazionale o la stabilità del Paese. Il Golden Power è stato introdotto nel 2012 in sostituzione alla precedente Golden Share.

italdesign-giugiaro-indiani-ust-audi ANSA