Kodak in crisi e rischio fallimento, i debiti e il crollo dei ricavi inguaiano il colosso della fotografia

Kodak è in crisi: il crollo dei ricavi e i debiti stanno mettendo a rischio la sopravvivenza dello storico gigante della fotografia

Dopo 133 anni di storia, Kodak affronta una delle fasi più difficili della sua esistenza. Il colosso della fotografia, simbolo di innovazione nel Novecento, oggi deve fare i conti con un crollo dei ricavi, debiti in scadenza e liquidità insufficiente per farvi fronte. Un declino che racconta la parabola di un’azienda incapace di adattarsi ai cambiamenti dell’era digitale.

Crollo dei ricavi edebiti in scadenza

Nel secondo trimestre 2025, Eastman Kodak ha registrato una perdita di 26 milioni di dollari, pari a 36 centesimi per azione, contro l’utile di pari importo nello stesso periodo del 2024. I ricavi sono scesi a 263 milioni di dollari, rispetto ai 267 milioni dell’anno precedente.

Nei documenti consegnati alla Sec, l’azienda ha ammesso di avere debiti in scadenza entro 12 mesi e di non disporre di fondi garantiti o liquidità per farvi fronte, se dovessero essere saldati nei termini attuali. Una condizione che, si legge, “solleva seri dubbi sulla capacità di Kodak di continuare a operare”.

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Kodak

Per contenere le spese, la società ha interrotto il piano pensionistico per i dipendenti e deve decidere in tempi rapidi come rispettare gli obblighi verso i beneficiari. Dopo l’annuncio, il titolo ha perso oltre il 25% in un solo giorno a Wall Street, con un parziale recupero il giorno successivo.

Dal mito alla crisi

Fondata nel 1892 da George Eastman a Rochester, New York, Kodak rese la fotografia accessibile a tutti con la formula “Tu premi il pulsante, al resto pensiamo noi”. Negli anni arrivarono prodotti iconici come la pellicola Kodachrome e le fotocamere Brownie, simboli di un’epoca.

Nel 1975 l’azienda sviluppò la prima fotocamera digitale, ma scelse di non puntarci per timore di compromettere il mercato analogico. Una strategia che si è rivelata fatale: negli anni 2000 l’esplosione della fotografia digitale e il boom degli smartphone con fotocamera hanno cancellato buona parte della domanda per pellicole e macchine tradizionali.

La crisi si è concretizzata nel 2012 con la dichiarazione di bancarotta, debiti per oltre 6,75 miliardi di dollari e più di 100mila creditori.

I tentativi di rilancio

Dopo il fallimento, Kodak ha provato a reinventarsi nel settore della stampa commerciale e persino in quello farmaceutico, senza però tornare ai livelli del passato.

I dazi imposti da Donald Trump, secondo i vertici, non hanno inciso in modo significativo sulla situazione attuale, ma il peso del debito e la contrazione dei ricavi rendono complesso il rilancio.

Oggi, con il mercato della fotografia dominato dal digitale e dai colossi tecnologici, il futuro di Kodak appare incerto. Il rischio, per l’azienda che ha fatto la storia dell’immagine, è che l’ultimo scatto sia ormai vicino

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