La destra contro Cavo Dragone, ma la frase era stata strumentalizzata dalla Russia: la rivelazione di Crosetto
Il ministro Crosetto torna a difendere l'ammiraglio Cavo Dragone, nella bufera per alcune affermazioni in merito a possibili attacchi informatici preventivi contro la Russia
Continua la coda lunga delle polemiche dopo le dichiarazioni sulla guerra ibrida di Giuseppe Cavo Dragone, alto ufficiale Nato: ospite da Bruno Vespa a Cinque Minuti, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha difeso l’ammiraglio ribadendo che le sue esternazioni erano limitate esclusivamente al perimetro della cyber-sicurezza e non alla volontà di dichiarare una fantomatica guerra alla Russia. Crosetto ha denunciato come il Cremlino abbia strumentalizzato la vicenda sostenendo che l’Occidente sarebbe pronto all’aggressione.
Italia vittima di guerra ibrida
Come è noto, la guerra oggi non si combatte più esclusivamente sui campi di battaglia.
Sono anche altri i campi sui quali i governi misurano i muscoli: il soft power e quella che viene comunemente definita “guerra ibrida” ovvero campagne a colpi di fake news per orientare le elezioni, attacchi informatici in serie, sabotaggi, provocazioni e quant’altro.
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Il ministro della Difesa, Guido Crosetto
Crosetto ha parlato, nello specifico, degli attacchi hacker che hanno colpito gli aeroporti italiani: “Da noi non sono riusciti a fare gli stessi danni che sono riusciti a fare in altri Paesi, vuol dire che noi abbiamo un insieme di autorità ovvero servizi segreti, Acn (Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, ndr) e Difesa che reggono bene”.
Crosetto su Cavo Dragone
La Nato sa esattamente da dove provengono questi attacchi, ha chiarito Crosetto. Poi un inciso relativo alle parole dell’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, il quale per Crosetto “non ha detto nulla di strano”:
La cosa bella di Cavo Dragone è che la sua frase è stata rilanciata in questa guerra ibrida come la volontà dell’Occidente di attaccare la Russia. Si è visto come l’attività principale per rilanciare questa frase in versione anti-russa sia arrivata proprio dalla Russia, per fare il racconto che l’Occidente volesse attaccarla. Ecco, funziona così la nuova guerra, non soltanto con le armi.
Già nei giorni precedenti, il ministro Guido Crosetto aveva difeso Giuseppe Cavo Dragone.
Le parole di Cavo Dragone e le reazioni
In un’intervista concessa al Financial Times il 18 ottobre, dunque prima degli negoziati di pace in Ucraina, Cavo Dragone ha dichiarato che l’Alleanza sta valutando azioni più decise contro la Russia, inclusa la possibilità di un cyber-attacco preventivo.
Questo in risposta alla lunga e perniciosa serie di attacchi informatici che da anni la Russia mette in atto contro obiettivi occidentali, civili e militari.
La Lega, il partito italiano più vicino alla sensibilità russa, è scattata all’attacco sostenendo che Cavo Dragone stesse gettando “benzina sul fuoco con toni bellici” evocando “attacchi preventivi”, cioè alimentando una “escalation”. “Serve responsabilità, non provocazioni”, ha esortato il Carroccio in una nota.
Una fonte “di peso” citata da La Stampa ha fornito una lezione di realpolitik: “Non si parla di certe cose. Se serve, si fanno”.
“È una fase in cui bisogna misurare molto bene le parole”, ha dichiarato la premier Giorgia Meloni, evitando “quello che può far surriscaldare gli animi”.
E ancora: “L’ammiraglio Cavo Dragone stava parlando di cybersicurezza. Io l’ho letta così: la Nato è un’organizzazione difensiva, oltre a difenderci dobbiamo fare anche meglio prevenzione. Attenzione anche a come si leggono parole che bisogna anche essere molto attenti a pronunciare”.
Intanto l’ultimo attacco hacker a un obiettivo europeo si è verificato nel pomeriggio di giovedì 4 dicembre: colpiti i database di Leroy Merlin in Francia. I dati di migliaia di utenti sarebbero stati rubati.
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