Ladri in fuga in auto a Roma travolgono e uccidono famiglia, rabbia di Milo Infante che ricorda il caso Ramy
Il caso dei ladri che hanno travolto e ucciso una famiglia a Roma ha fatto infuriare Milo Infante: la rabbia del presentatore e il precedente
Milo Infante ha commentato con rabbia quanto accaduto a Roma dove alcuni ladri in fuga hanno travolto e ucciso una famiglia di tre persone. Il conduttore televisivo ha ricordato il caso Ramy e sottolineato l’importanza di fermarsi all’alt imposto dalle forze dell’ordine per evitare tragedie come quelle citate.
- Ladri in fuga a Roma, la rabbia di Milo Infante
- Il paragone col caso Ramy
- La ricostruzione dell'incidente
Ladri in fuga a Roma, la rabbia di Milo Infante
Durante la trasmissione “Ore 14” in onda su Rai Due, Milo Infante è tornato sui fatti occorsi al Quarticciolo, quartiere di Roma, dove nella serata di domenica 1 marzo un tragico incidente ha portato alla morte di un’intera famiglia.
A perdere la vita sono stati due pensionati e il loro figlio 42enne e a causare lo schianto è stata un’auto su cui viaggiavano tre ladri che non avevano rispettato l’alt della polizia e hanno perso il controllo del veicolo durante un inseguimento con gli agenti.
Il paragone col caso Ramy
Il conduttore televisivo ha citato un recente caso di cronaca che ha riscosso una grande eco mediatica, ossia quello di Ramy Elgaml. Questi, 19enne, perse la vita a Milano il 24 novembre 2024 in seguito a un inseguimento tra i carabinieri e uno scooter sul quale si trovava insieme a un compagno. Per i fatti risultano indagati per omicidio stradale sia l’amico della vittima, Fares Bouzidi che guidava il mezzo, sia il carabiniere che guidava la volante coinvolta nell’urto.
Infante ricorda quanto accaduto allora e compie un parallelo tra i due casi, sottolineando come sia fondamentale rispettare le indicazioni delle forze dell’ordine. “Quando allora ci siamo permessi di dire ‘Attenzione che far scappare o lasciare andare via persone che hanno commesso dei reati o che non si fermano all’alt della polizia può avere conseguenze spaventose’, ebbene, questa è la risposta”, dice il presentatore.
“Qui la polizia ha dato seguito a un inseguimento, tenendo le giuste distanze e non poteva fare nulla per evitare questa tragedia. È importante che le persone si fermino al posto di blocco e che la polizia e i carabinieri possano fermare persone che non si fermano all’alt, altrimenti queste sono le conseguenze drammatiche. In questo caso conseguenze inevitabili perché non è stato possibile fare niente di diverso ma questo è quello che si rischia costantemente”, fa presente Milo Infante.
La ricostruzione dell’incidente
Come detto, l’impatto tra l’auto dei ladri e quella delle 3 vittime dell’incidente è avvenuto dopo che i conducenti del primo veicolo non hanno rispettato l’alt imposto dagli agenti. I tre latinos che si trovavano a bordo di una Toyota Yaris si sono dati alla fuga e hanno dato il là a un inseguimento con la polizia.
Non riuscendo a controllare il mezzo a causa dell’alta velocità, hanno invaso la corsia opposta e qui hanno generato il frontale con una Fiat Punto che sopraggiungeva. L’impatto è stato fatale per due pensionati di 70 e 64 anni, Patrizia Capraro e Giovanni Battista Ardovini, deceduti sul colpo, e per il loro figlio, Alessio Ardovini, 42enne morto dopo l’arrivo in ospedale.
I tre fuggitivi sono stati presi: due di loro sono stati portati al pronto soccorso mentre un altro è stato arrestato dai poliziotti. I ladri sono accusati di omicidio stradale in concorso, resistenza a pubblico ufficiale e porto di arnesi da scasso. La procura di Roma ha aperto un fascicolo per omicidio con dolo eventuale e ora potrà contare nelle indagini anche sui video della zona che hanno ripreso le fasi dell’inseguimento.
ANSA