Laerte Pappalardo ricorda l'anoressia e il ricovero dopo essere sceso a 51 kg: "Non ho mangiato per due anni"
Laerte Pappalardo ha raccontato la battaglia contro l'anoressia dopo L'Isola dei Famosi: "Si pensa che succeda solo alle donne, in realtà non è così"
Vivere senza mangiare per due anni. È la confessione di Laerte Pappalardo: “Mangiavo una scatoletta di tonno e una mela ogni giorno”. Il figlio di Adriano Pappalardo ha raccontato una tremenda battaglia contro l’anoressia negli anni successivi alla sua partecipazione a L’isola dei Famosi: “Sono arrivato a pesare 51 chili e mi piacevo”.
- Laerte Pappalardo e l'anoressia
- Non mangiare più dopo L'Isola
- Il dramma del ricovero
- Che cos'è l'anoressia
Laerte Pappalardo e l’anoressia
“Era anoressia, può capitare a tutti. Si pensa che succeda solo alle donne, in realtà non è così. Io non mangiavo più”, ha confessato Laerte Pappalardo.
Il figlio di Adriano si è raccontato a cuore aperto, aprendosi in maniera sincera e senza filtri a La volta buona, il programma di Rai 1 condotto da Caterina Balivo.
IPA
Laerte Pappalardo durante L’Isola dei Famosi
“Per due anni praticamente non ho mangiato. Mangiavo una scatoletta di tonno e una mela ogni giorno”, ha raccontato.
Non mangiare più dopo L’Isola
Il racconto del 49enne si riferisce al periodo e agli anni successivi alla sua partecipazione al reality show L’Isola del Famosi, nel 2003.
“Prima di partire pesavo 71 chili, quando sono uscito dall’Isola pesavo 54. Mi piacevo da morire, poi cominciano una serie di problemi e si entra in una spirale”, ha detto.
Poi ha aggiunto: “Assumevo 270 calorie al giorno. So elencare tutti i grassi saturi, monoinsaturi e polinsaturi di un alimento. Ero in un loop infernale quando andavo al supermercato”.
Il dramma del ricovero
Una situazione, quella di Laerte Pappalardo, diventata sempre più grave, al punto da essere arrivato a pesare 51 chili.
“Mi è scoppiata un’ascite improvvisa all’addome, un accumulo di liquido. Sono stato ricoverato immediatamente”, ha spiegato.
Laerte ha poi detto di aver impiegato 5 anni per rimettersi e guarire: “Mi sono ripreso da solo, ho cominciato a mangiare quando mi hanno prospettato l’ipotesi di ricorrere all’alimentazione con le flebo e quando il medico mi ha chiesto se volessi rivedere mio figlio”, è stato il suo racconto.
Che cos’è l’anoressia
L’anoressia è un disturbo alimentare che si manifesta con il rifiuto di mangiare e la paura patologica di ingrassare. Si tratta di una mancanza di appetito di tipo patologico.
Chi soffre di anoressia limita drasticamente l’assunzione di cibo seguendo diete rigidissime. La conseguenza è una importante perdita di peso che causa una grave condizione di malnutrizione e sottopeso.
In quanto disturbo del comportamento alimentare, l’anoressia si manifesta come preoccupazione ossessiva del peso corporeo e della forma fisica, con un rifiuto parziale o totale del cibo.
Come spiega il sito del Santagostino, per capire se una persona soffre di anoressia nervosa, esistono alcuni criteri clinici, stabiliti dal DSM-5 (ilManuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali): la persona limita l’assunzione di cibo, con unaperdita di peso significativa; viene patita una paura di ingrassare, se non di vera e propriaobesità;si ha una errata percezione del proprio corpo, e una ostinata negazione nei confronti della gravità della situazione.
Un ulteriore criterio è un indice di massa corporea inferiore a 17 kg/m2 negli adulti, che indica un sottopeso allarmante.
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