Letizia Prete testimone italiana dell'attentato a Bondi Beach, "Ho sentito gli spari ed è scoppiato il caos"
Letizia Prete, un'italiana di Como, ha assistito all'attentato a Bondi Beach. Il racconto agghiacciante: "Le perssone cadevano, c'era il caos"
"Le persone correvano per scappare via da lì e correndo inciampavano, cadevano, c’era un gran caos e quelli continuavano a sparare". Lo racconta non senza concitazione Letizia Prete, italiana di Como che vive a Sydney, che suo malgrado è testimone dell’attentato avvenuto a Bondi Beach. In quel momento stava passeggiando insieme alla sua coinquilina, una giovane francese, quando "si sono sentiti dei botti". Per il momento il bilancio è di almeno 12 morti e 29 feriti, caduti sotto i proiettili di due killer armati.
- La testimonianza di un'italiana
- Spari a Bondi Beach
- Il bilancio dopo l'attentato: si cerca un terzo uomo
La testimonianza di un’italiana
Il Corriere della Sera ha raggiunto telefonicamente un’italiana che vive a Sydney, Letizia Prete, che nel momento in cui sono stati esplosi i primi spari a Bondi Beach si trovava nei pressi del luogo dell’attentato insieme a una coinquilina.
Nell’intervista pubblicata il pomeriggio di domenica 14 dicembre la 25enne, originaria di Como, racconta che "stavamo passeggiando proprio sul tratto di spiaggia dov’è successo tutto", poi "si sono sentiti dei botti e abbiamo capito subito che erano spari".
Quindi "le persone correvano per scappare via da lì e correndo inciampavano, cadevano, c’era un gran caos" mentre "quelli continuavano a sparare". Anche Letizia e la sua coinquilina si sono messe a correre, trovando infine rifugio in "un ristorante che ha aperto le porte e ha fatto entrare più gente possibile". All’interno del locale le due amiche sono rimaste per circa due ore.
Per il momento la 25enne e la coinquilina non possono rientrare a casa. "C’è la polizia che non fa passare", racconta al Corriere della Sera.
Spari a Bondi Beach
I fatti risalgono alle 18:40 (ora locale) di domenica 14 dicembre. Due uomini hanno aperto il fuoco contro una folla radunata a Bondi Beach, Sydney, per celebrare la festa ebraica dell’Hanukkah. Dopo aver fatto cadere le prime vittime i due attentatori si sono separati. Il primo si è posizionato su un ponte, l’altro ha imboccato una stradina e ha continuato a prendere la mira.
Quest’ultimo è stato disarmato da un passante, che ha preso il coraggio e l’ha neutralizzato per poi puntargli contro la stessa arma. L’uomo poi è fuggito verso il suo complice, dove infine è stato raggiunto dai proiettili della polizia.
Il bilancio dopo l’attentato: si cerca un terzo uomo
Secondo una stima della BBC, ripresa anche dai quotidiani italiani, il bollettino dell’attentato è drammatico: sarebbero almeno 12 i morti – compreso uno degli attentatori – e 29 i feriti, tra i quali ci sarebbero anche due uomini della polizia.
Le indagini, secondo una nota della polizia del Nuovo Galles del Sud riportata da SkyTG24, sono orientate all’identificazione di un possibile terzo uomo coinvolto nell’attentato. L’attentatore arrestato risponde al nome di Naveed Akram, un 24enne di Sydney.
IG letizia.prete / ANSA